La ‘Alstom’ Ferroviaria porta a Nola la mostra “LAUGH!” dedicata alle donne

'Alstom' a Nola con la mostra “LAUGH!”
'Alstom' a Nola con la mostra “LAUGH!”

La ‘Alstom’ Ferroviaria porta nel suo stabilimento di Nola una mostra sulla condizione femminile, aperta dall’11 al 17 aprile 

Alstom, leader globale nella mobilità intelligente e sostenibile, porterà nello stabilimento di Nola (NA) – di via Boscofangone – dall’11 al 17 aprile, la mostra d’arte itinerante “LAUGH!” dell’artista Monica Pirone. Una m'Alstom' a Nola con la mostra “LAUGH!”ostra d’arte composta da 20 bambole raffiguranti donne provenienti da diverse parti del mondo, ciascuna con una storia che ci conduce attraverso un viaggio rappresentativo della condizione femminile di oggi e di ieri, di donne che hanno lottato per i loro diritti, lottato contro i pregiudizi, contro la violenza subita o le umiliazioni. L’installazione artistica sarà aperta al pubblico e alle scuole nei giorni feriali dall’11 al 17 aprile, dalle ore 10 alle ore 17. Con l’occasione martedì 16 aprile 2024, dalle ore 14.00 alle ore 16.00, Alstom terrà un evento di sensibilizzazione sulla violenza di genere, ancora presso lo stabilimento di Nola.

La mostra 

“LAUGH!” (RIDI!) è il titolo della mostra, nato proprio dal lavoro di Monica Pirone, rivolto a trasformare queste bambole per renderle espressioni e rappresentazioni di vita, insieme a tutto il loro vissuto. Nelle minuziose fasi di trasformazione, l’artista si rende conto che l’unico elemento sul quale non può intervenire è quel sorriso stampato che non può essere trasformato.

La mostra itinerante approda a Nola, dopo i siti Alstom di Bologna, Savigliano, Vado Ligure, Valmadrera, Sesto San Giovanni, Firenze e Bari, per poi spostarsi nella sede di Roma completando così tutti i siti di Alstom Italia.

Il progetto si inserisce nel programma della campagna nazionale “Generiamo cultura” della Commissione Nazionale Pari Opportunità di Federmeccanica.

Monica Pirone racconta la sua opera 

“La mostra si compone di venti cassette installative  – racconta l’artista – al cui interno sono collocate
altrettante bambole che rappresentano ruoli diversi, interpretando ciascuna un personaggio e raccontando
ognuna una storia: la storia di tutte noi, bambine, adolescenti, donne che, nel tempo, animano ed hanno animato la scena, scrivendo la storia del loro Paese di origine ed in alcuni casi del mondo. Una bambola che quasi tutte noi abbiamo posseduto e che interpreta oggi, attraverso la mia reinterpretazione artistica, nuove storie e nuovi significati. Mentre lavoravo a questa mostra rendendo simbolo ogni elemento, cambiando colore e tagli dei capelli, modificando forme, lavorando sui volti per fissare il momento, mi sono resa conto di non riuscire a modificare la bocca. Quei sorrisi infatti possono rappresentare la forza di noi donne, nonostante tutto, ma anche sorrisi di chi deve ridere per compiacere, per non mostrare, per nascondere verità… Da qui il titolo, RIDI!, dove il punto esclamativo per molte di noi è ancora, purtroppo, un imperativo”.

 

 

 

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