martedì, 22 Set, 2020 Espresso napoletano

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Amalia De Simone: “Ho imparato a fare il mio mestiere andando sui luoghi dei fatti fin da giovanissima”

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Watchdog napoletana, giornalista e reporter, Amalia De Simone, insignita dell’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente Sergio Mattarella per il suo lavoro di indagine, si spinge fuori dai confini italiani e analizza il modus operandi delle mafie in Europa. Chi sono? Come si muovono? Quali marcati coprono? Raccoglie le risposte in MafiEuropa, prima con videoinchieste sul Corriere.TV, poi nel suo libro d’esordio come autrice unica, pubblicato da Rogiosi Editore.

Da tempo indaghi sulle mafie. Sei uscita fuori dai confini italiani e hai iniziato a indagare sul fenomeno in Europa. Perché?

“Dopo aver lavorato per anni a inchieste sulle organizzazioni mafiose in Italia, mi sono resa conto che, soprattutto in alcune zone del Paese, era prevalente il fenomeno del sottoproletariato mafioso. Mi sono chiesta dove fossero andati a finire i clan che fanno impresa e quindi dove fossero andati a finire i soldi dei clan della camorra, della ‘ndrangheta, di Cosa nostra e della nuova mafia pugliese. La risposta è stata che buona parte delle ricchezze erano finite all’estero, anche nei Paesi europei, che spesso tendono ad indicare le mafie come un fenomeno prettamente italiano, a volte con connotati macchiettistici. Da noi le mafie sparano e creano allarme sociale, mentre all’estero, fatta eccezione per la strage di Duisburg e pochi altri casi, i clan fanno prevalentemente business e, siccome pecunia non olet, i mafiosi italiani vengono visti negli altri Paesi europei come imprenditori di successo”.

Come ti prepari a intervistare un testimone e come riesci a conquistare la sua fiducia?

“Studio molto, mi documento leggendo atti giudiziari e poi cercando sempre di stare nei posti dove avvengono i fatti. La fiducia dei testimoni arriva, innanzitutto, grazie al modo corretto di fare giornalismo, che per me è una caratteristica imprescindibile, ovvero proteggendo le fonti a qualsiasi costo e tenendo sempre conto che in certe storie, a volte, si ha la vita delle persone tra le mani. Nei confronti delle fonti ho sempre un atteggiamento rispettoso ma anche distaccato, nel senso che faccio sempre capire loro che verificherò le cose che mi stanno raccontando”.

Hai mai avuto paura?

“Certo, ho avuto paura e credo che la paura sia un sentimento importante, che ti costringe a fare attenzione”.

In Italia i giornalisti di inchiesta spesso finiscono nel mirino di organizzazioni criminali: come vive un cronista che ha deciso di svelare segreti così pericolosi?

“Si vive spesso con l’ansia dei processi, delle testimonianze, di dover reagire a delle piccole grandi rappresaglie, tutelando il più possibile la famiglia e le persone che ti sono accanto. Io cerco, però, di non enfatizzare tutto questo, che purtroppo, per chi fa il giornalista in questo modo, è la normalità”.

Cosa è stato più formativo nella tua esperienza professionale?

“Sicuramente il fatto di cominciare ad andare sui fatti di cronaca fin da giovanissima con i fotoreporter napoletani tra i più bravi al mondo. Lì si impara a stare sulla scena del delitto, a carpire informazioni, a indagare. Poi, viaggiare tanto in Italia e all’estero, in Europa o in posti di guerra, come l’Afghanistan o l’Iraq, è stato fondamentale”.

Sei una giornalista che lavora in piena autonomia o hai una rete di collaborazioni?

“Tendo a essere autonoma ma ho sperimentato anche la possibilità di lavorare in rete, come, per esempio, è accaduto con alcuni colleghi, soprattutto in Olanda e Germania, proprio sui temi legati alle infiltrazioni mafiose negli altri Stati”.

Tra i riconoscimenti che hai ricevuto, anche l’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana: cosa hai pensato quando te lo hanno comunicato?

“Ho pensato, innanzitutto, che fosse uno scherzo, poi che il Presidente Mattarella fosse impazzito e, infine, che, invece, fosse un uomo di Stato molto coraggioso”.

 

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Giornalista, press agent, media pr e, per una volta, scrittrice. Autrice di Gloss (Rogiosi Editore), giallo glam diventato poi una graphic novel disegnata da Rosa e Carlotta Crepax. Ama il profumo dei libri, la musica, l'arte, la scoperta e la conoscenza, che considera sensuale e affascinante.