martedì, 27 Ott, 2020 Espresso napoletano

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Amedeo Manzo tra i relatori del seminario di Alta Ricerca “Maria nel patto educativo globale?”

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Si sta tenendo in queste ore il seminario di Alta Ricerca “Maria nel ‘patto educativo globale’? Esperienze, contenuti, prospettive”, una giornata internazionale di studio sulla figura di Maria, in diretta streaming.  

La “Pontificia Academia Mariana Internationalis”, Ente Vaticano che ha come sua propria mission la promozione degli studi mariologici, quando il Santo Padre ha indetto il “Global compact on education”, anche alla luce del messaggio che lo stesso Papa Francesco le ha fatto pervenire lo scorso 4 dicembre 2019 – in occasione della XXIV Seduta Pubblica delle Accademie Pontificie – ha ritenuto suo dovere interrogarsi se, dati i cambiamenti culturali ancora in corso, si possa affermare ancora l’esistenza di un simile potenziale educativo legato alla figura di Maria, sia dentro che fuori il cristianesimo. Aveva così preso forma, per il 2 e 3 aprile, un “seminario di alta ricerca” vale a dire un confronto”trans-disciplinare” tra i diversi soggetti istituzionali e culturali – afferenti all’area politica, all’area economico-educativa, all’area interreligiosa – per riflettere e rilanciare stili, valori, idee ed azioni capaci di orientare il bene comune della “casa comune” – obiettivo ultimo del “Global compact on educazion” – in ottica multiculturale e interreligiosa.

L’emergenza dovuta alla pandemia da Covid-19 ha costretto a rimandare all’autunno il “seminario” ma l’Accademia ha voluto fissare per il 2 aprile una giornata di studio in videoconferenza in preparazione del “seminario autunnale” allo scopo di riflettere sulla necessità di non perpetuare la logica dell’emergenza immediata e l’immobilismo delle strutture economiche e sociali. A questo Seminario di Alta Ricerca sono intervenuti diplomatici, manager, teologi e, tra le autorità, S.EM. Cardinale Gianfranco Ravasi, S.EM. Cardinale Miguel Angel Ayuso Guixot, S.EM. Cardinale Fernando Filoni.

Tra i relatori, il Dr. Amedeo Manzo, Presidente della Banca di Credito Cooperativo di Napoli, Dr. Stefano Cecchin, Presidente della Pontificia Academia Mariana Internationalis, S.E. Carlos Avila Molina Ambasciatore Honduras presso la Santa Sede, S.E. Grace Relucio Princesa Ambasciatrice Filippine presso la Santa Sede, S.E. George Johannes Ambasciatore Repubblica Sud Africa presso la Santa Sede, S.E. Rajae Naji El Mekkaoui Ambasciatrice Marocco presso la Santa Sede, Prof. Gian Matteo Roggio Pontificia Academia Mariana Internationalis, Dr. Stefano Cuzzilla Presidente Federmanager, Prof.ssa Cinzia Rossi Presidente Nazionale SIAMO IMPRESA PMI, Prefetto Annapaola Porzio, Commissario straordinario antiracket e antiusura del Governo Italiano, Dr. Paolo Cancelli Direttore Pontificia Università Antonianum, ed altri docenti e studiosi.

Nell’ambito della sua relazione, il Presidente della Banca di Credito Cooperativo di Napoli Amedeo Manzo ha dichiarato: “Sono felice per essere stato invitato grazie ad un metodo di selezione che valuta, finalmente, i manager per il saldo del proprio ‘conto corrente delle idee’ piuttosto che quello bancario. In questo momento drammmatico per l’umanità e per l’Italia occorre che si riscopra la ‘centralità dell’uomo’ attraverso un modello che tuteli ‘un’uguaglianza di opportunità’ che consenta di sostenere i piccoli, i deboli, gli ultimi. Ci salveremo soltanto pensando a tutti e non ‘massimizzando il profitto’ per pochi. Il benessere sia ottenuto con l’interesse per il bene comune ed un sistema di ‘welfare responsabile’. Non si insegua la ‘finanza per la finanza’ e si dia spazio alla ‘finanza per lo sviluppo’. Saranno i piccoli, le imprese e le famiglie, a trainare la ripresa, salvando, con l’accelerazione dei consumi, anche i grandi, le grandi imprese. Stavolta, si sappia, che piccolo, oltre ad essere bello, significa salvezza per tutti. A Napoli si alza forte il grido di un nuovo ‘umanesimo finanziario’ che vuole sviluppare una ‘carta dei valori’ condivisa da tutti i napoletani che consentirà di vincere sui freddi numeri e dove l’algoritmo lascerà il posto al ‘rating umano’ inteso quale strumento, efficiente e qualitativo, per poter dare credito a chi lo merita realmente”.

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