martedì, 01 Dic, 2020 Espresso napoletano

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Apre a Napoli Seven’s Corner, il bar che dialoga con la street-art di Rox in the Box

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In pieno centro storico in vico Mastellone, accanto alla rinomata piazza Dante, ha aperto i battenti un nuovo bar, punto di incontro immerso tra le antiche mura della città. Battezzato Seven’s Corner dal nome della famiglia Sette che ha rilevato lo spazio e restituito originalità a quell’angolo di strada, il locale, accogliente e brioso, sembra puntare anche sul forte bisogno di rinascita sociale che sta caratterizzando questo tempo nuovo.

Gestito dal giovane imprenditore Vittorio Sette, il bar è si caratterizza per i dipinti delle sue mura esterne, a cura di Rosaria Bosso, nota come Roxy in the Box.  I suoi PosterArt si stagliano a grandezza naturale, con i tipici colori sfavillanti di un’arte pop, proprio nel senso di ‘popolare’, pronti qua e là a reinterpretare l’anima di grandi icone femminili del cinema e della musica come, qui,  Anna Magnani e Maria Callas.

Seven's Corner
Vittorio Sette e Rox in the Box

Sotto la cornice naturale di un rigoglioso albero di melograno illuminato dalla calda luce di lanterne sui piccoli tavoli, a colloquio con lo spirito autentico del vicolo e delle sue vecchie strade, Seven’s Corner sembra donare nuova vita a questo scorcio di Parthenope. Il giovane gestore Vittorio, figlio di Massimo Sette, suggerì un giorno al padre di chiamare quel loro nuovo progetto ‘il posto dei sette’. Lui non capì subito l’attinenza con le opere di Roxy in the Box, poi, osservando con più attenzione quegli affreschi, fu colpito dalle sette spade del cuore che le donne raffigurate portavano in grembo: erano l’icona della Madonna Addolorata. 

Seven's Corner
Seven’s Corner

È così che Massimo e Vittorio Sette hanno compreso poi il senso di quell’occasione da non perdere e decisero, insieme, di aprire le porte a quella casualità. Sotto una lieve pioggia di fine giugno, amici, passanti e curiosi hanno affollato, sebbene dotati di volti a metà, la festa d’inizio attività. Tra gli ospiti, Rosaria Bosso, che a commento della nuova ‘urbana congiunzione astrale’ dice: “Sono molto emozionata di questa occasione curiosa, di certo una bizzarria, ma forse emblematica del bisogno di vita attraverso l’arte. Queste opere sono qui da cinque anni e ciò che ho voluto rappresentare era proprio l’immensa capacità di amare e il dolore delle donne, anche così diverse, come la Magnani e la Callas”. Tra sacro e profano, nel cuore pulsante della città, Seven’s Corner dà inizio al suo viaggio: con un calice di vino e un ricco tagliere di formaggi, o in compagnia di un long drink, sembra voler recitare daccapo quell’antico racconto, mai interrotto, tra vita e arte.

Seven's Corner
Seven’s Corner