giovedì, 13 Ago, 2020 Espresso napoletano

Storie e bellezze di Napoli on line

“Aria di Capri” di Ernesto Tatafiore alla Certosa di San Giacomo a Capri

0

Oggi sede di mostre temporanee, di convegni, concerti e rappresentazioni di eventi legati al vasto campo della cultura e dello spettacolo di alto prestigio internazionale – già sede del museo dedicato al pittore tedesco Karl Diefenbach – la certosa di San Giacomo a Capri,  voluta dal conte Giacomo Arcucci, Gran Camerario della regina Giovanna I d’Angiò, risale alla seconda metà del ’300, come testimonia il pregevole affresco che sormonta il portale di accesso alla chiesa, databile al 1371 circa ed eseguito dal pittore fiorentino Niccolò di Tommaso, attivo a Napoli in quegli anni.

certosa 2

In questa location prestigiosa, e precisamente negli spazi espositivi dell’ex Canonica è possibile visitare, fino al 3 luglio,  “Aria di Capri”, una mostra dell’ artista napoletano Ernesto Tatafiore. L’esposizione consiste in 32 opere, acrilici su tela di vario formato e sculture in bronzo, molte realizzate per l’evento, legate a storie di terra e di mare, temi che ben si adattano al  fascino della Certosa e del meraviglioso paesaggio che la incornicia.

Tatafiore 3

In dialogo fra loro, personaggi cari all’artista come Masaniello e Ulisse, o Penelope e Robespierre, icone della letteratura e dell’arte, rivisitati dalla poetica di Tatafiore fatta di giochi tecnici cromatici e sensuali leggeri, esatti, rapidi dove poter coglie nel segno grafico elegante, a colorazione decisa, la sintesi di una semplicità non comune di narrare avvenimenti passati. La chiarezza concettuale è evidenziata dall’impiego costante di una pittura disegnata, dalle forme piatte e conchiuse che restituiscono, a tutto tondo, i riferimenti alla realtà esterna: numerose, infatti, le tracce di un territorio antropologico che è quello della cultura mediterranea e in particolare napoletana, con affondi verso un universo di limpidezza e di luminosa creatività.

Masaniello

I personaggi appaiono inseriti in un circuito di rimandi e allegorie: oggetti – giocattolo in miniatura come barchette, pesci, lune, triangoli e altri piccoli manufatti che rappresentano la libertà di concedersi altrettante, indovinate, libertà artistiche ed interpretative, attraverso un atteggiamento culturale che cerca non di rimuovere la complessità, quanto piuttosto di metterla in scena nell’essenzialità dell’immagine.

???????????????????????????????????????

La mostra si chiude con “Aetatis suae”,  un autoritratto in cui l’artista si rappresenta in calzamaglia: l’opera conclude allegoricamente il racconto presentato in mostra, che ancora una volta, come ha scritto la Di Maggio, “conferma la vocazione di Ernesto Tatafiore a proporsi come un moderno cantastorie, un narratore colto e avvincente, sempre in bilico tra ironia e serietà”.

Ernesto Tatafiore_Certosa di Capri 2016

Artista, pittore e scultore, Ernesto Tatafiore vive e lavora a Napoli. Dopo la laurea in medicina con specializzazione in psichiatria, si avvicina alla pittura attraverso l’attività dello zio e del padre, per poi dedicarsi unicamente all’arte. Nel 1969 presentò la sua prima personale nella galleria di Lucio Amelio; già in quell’occasione Achille Bonito Oliva definì il suo lavoro “neo-illuministico”, in quanto teso a indicare un legame etico tra l´arte e la storia. Le sue opere sono spesso abitate da eroi – Robespierre, Mozart, Maradona, Danton, Masaniello, la Virtù, la Libertà – oppure narrano di grandi eventi storici o di permanenti vicende dell’umanità, che l’artista però libera dal racconto logico-consequenziale del romanzo storico per inserirli in un contesto rappresentativo che ricorda le modalità associative del sogno o il flusso continuo e non organizzabile della vita.

Ernesto Tatafiore_Certosa di Capri 2016

L’unità perduta sul piano narrativo si recupera a livello strutturale. I dipinti di Tatafiore hanno, infatti, sempre esibito un tratto molto leggero e veloce (spesso incorporando una serie di frasi, di scritte, di assurdità e paradossi, di giochi di parole quasi duchampiani) nel tentativo di costruire una rappresentazione che scaturisca simultaneamente, senza mediazioni, dalla realtà percepita. Ha esposto sette volte a Basilea e altrettante a Berlino, lavora con le gallerie BCA (Londra) e Levy (Amburgo). Le sue opere sono presenti in numerosi musei fra cui Reggia di Caserta (Fondazione Amelio – Terrae Motus), Metropolitan Museum of Art di New York, Stedelijk Museum di Amsterdam, Museo de Bellas Artes di Bilbao, Macba di Barcellona, Kunsthaus di Zurigo, Museo di Belle Arti di Budapest.

mostra

Info mostra:

Certosa di San Giacomo, Via Certosa 180073 – Capri (Napoli)

tel. +39 081 764 3333- cell. +39 360 25 1733

ore 10 -19

Ingresso: € 4,00

 

 

 

 

Storica d’arte, curatrice, giornalista pubblicista, Loredana Troise è laureata con lode in Lettere Moderne, in Scienze dell’Educazione e in Conservazione dei Beni Culturali. Ha collaborato con Istituzioni quali la Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici di Napoli, l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa e l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. A lei è riferito il Dipartimento Arti Visive e la sezione didattica della Fondazione Morra di Napoli (Museo Nitsch / Casa Morra / Associazione Shimamoto / Vigna San Martino), e figura nel Dipartimento di Ricerca del Museo MADRE. È docente di italiano e latino e collabora presso la cattedra di St. dell'Arte contemporanea all'Accademia di BB.AA. di Napoli. Ha pubblicato cataloghi (Rogiosi editore) e contributi/saggi su libri e riviste per importanti case editrici.