lunedì, 10 Ago, 2020 Espresso napoletano

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Branding Dalì in mostra a Palazzo Fondi: una brandizzazione ante litteram

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A Palazzo Fondi, nel cuore del centro storico, va in scena Branding Dalì, una mostra inconsueta e ricca di sorprese: oggi la conferenza stampa di apertura.

Salvador Dalì, pittore abile e virtuoso disegnatore, è stato sempre caratterizzato da una grande immaginazione e atteggiamenti stravaganti. Grazie alle sue peculiarità, che lo contraddistinguono da tutto il panorama artistico rendendolo un personaggio unico nel suo genere, è riuscito a mettere in atto quello che possiamo definire a tutti gli effetti una brandizzazione di se stesso, in anticipo rispetto alla definizione medesima di brand. Nasce da qui l’evento, a cura di Alice Devecchi, che si propone l’obiettivo di mettere in luce le operazioni, le collaborazioni e le idee imprenditoriali proprie del genio catalano.

Si tratta di una mostra organizzata da LelesArt, in collaborazione con Con-fine edizioni e Me-diterranea Art, con il patrocinio del Comune di Napoli e curata da Alice Devecchi, figura di riferimento di ART.URO, una società cooperativa attiva nel settore di restauro e conservazione. E’ allestita a Palazzo Fondi, eretto nel XVIII secolo, che rappresenta una suggestiva cornice che si sposa a meraviglia col protagonista dell’evento. Così come Dalì, infatti, anche Palazzo Fondi è riuscito in pochissimo tempo a diventare un vero e proprio brand, come ha spiegato in conferenza Simone Mazzarelli, CEO di Urban Value, che si occupa di progetti a tempo determinato per la valorizzazione di edifici in attesa di progetti a lungo termine: egli ha, infatti, affermato che in soli 19 mesi la struttura ha ricevuto oltre 600 proposte progettuali , 200.000 visitatori e addirittura 4.000.000€ di indotto per la città.

Perché “Branding Dalì. La costruzione di un mito”.

Alice Devecchi, curatrice dell’evento, ha spiegato l’origine del nome Branding Dalì. La costruzione di un mito rifacendosi ad alcune citazioni dell’artista e in particolare a una che recita: “la stampa è un mezzo di cretinizzazione delle masse: sarei uno stupido a non usarlo”. Si rivela qui tutta la spiazzante modernità di questo stravagante personaggio che è riuscito nella costruzione della sua mitologia riproducendo il suo stile su vari supporti (oggetti d’uso quotidiano, tecniche di incisione).

Il tema ricorrente della mostra è la farfalla, vista come simbolo di trasformazione, così come risulta costante la serie della Tauromachia, che da un lato mette in luce la hispanidad dell’autore, ma dall’altro richiama la psicoanalisi di Freud, rappresentando diverse figure animali con la faccia a forma di cassetto, proprio ad indicare l’idea dell’introspezione, del guardarsi dentro. Da osservare, infine, vi è la serie xilografica della Divina Commedia che descrive, a modo suo i 3 canti e le 33 cantiche, introducendo l’Inferno con una frase spiazzante e che lascia spazio a mille interpretazioni: “Ci hanno fatto credere che l’Inferno dantesco sia tutto nero. Non è vero. Esso è rischiarato dal sole e dal miele del Mediterraneo.”

Giorni e orari.

La mostra Branding Dalì a Palazzo Fondi è aperta a tutti dal 25 ottobre 2019 al 2 febbraio 2020; dal martedì alla domenica, e durante i festivi, l’ingresso è dalle 10:00 alle 20:00. Biglietti:

  • Intero €11
  • Ridotto €9 over 65, ragazzi 11-15 anni
  • Ridotto €8 gruppi (min 15 max 25)
  • Ridotto €6 universitari il mercoledì
  • Ridotto €5 bambini 6-10 anni

In copertina: Salvador Dalí. Divina Commedia-Paradiso-Canto 1

Le immagini pubblicate nell’articolo sono state concesse dall’ufficio stampa: Emma Di Lorenzo.

Credo nell'effetto salvifico della musica e nel destino. Amo giocare a calcio quasi quanto raccontarlo; tendenzialmente opportunista e poco incline agli insuccessi.