lunedì, 27 Gen, 2020 Espresso napoletano

Storie e bellezze di Napoli on line

Broro ‘e purpo

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Nelle giornate di freddo pungente, pioggia e vento mi è tornata alla mente il racconto di mio nonno che parlava delle tazze di “broro ‘e purpo” che per poche lire permetteva di rinfrancarsi e riscaldarsi nelle giornate rigide. Al nord c’è il vin brulé e il punch, a Napoli c’è “il sugo di mare”.

Il brodo veniva servito caldo in un bicchiere o in una tazza dove si scorgeva anche un tentacolo che in napoletano si chiama “ranfetella”. In alcuni casi veniva proposto versato su un po’ di pane raffermo.
Tipico pasto da strada oggi è scomparso dalle bancarelle dei venditori ambulanti per comparire nei menu di qualche ristorante o taverna in cui la cucina napoletana la fa da padrona.
Secondo la tradizione il pepe rende il brodo di polpo un ottimo rimedio contro il raffreddore.
È un pasto citato anche da Matilde Serao che, ne “Il ventre di Napoli” (1890), cita il commercio del brodo di polpo fatto per strada dalle donne per pochi soldi.

Ingredienti per 4 persone
1 polpo di 800 gr
5/6 cucchiai d’olio
Sale e pepe q.b.
Prezzemolo
Procedimento

La preparazione
Il procedimento è semplice: il polpo pulito e lavato viene messo in acqua bollente in una grossa pentola con aggiunta di qualche cucchiaio di olio di oliva, pepe in abbondanza, sale e prezzemolo per circa 40 minuti, ovvero finché non diventa sufficientemente calloso. Una volta cotto, viene tagliato e destinato prevalentemente alla famosa insalata di polipo. I tentacoli, però, sono riservati ad arricchire il brodo.

Oggi nei ristoranti non viene servito nelle tazze ma come zuppa con fette di pane casareccio abbrustolito o fritto ed arricchito da qualche cozza.