martedì, 22 Ott, 2019 Espresso napoletano

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Chiese di Napoli, chiesa delle Crocelle ai Mannesi

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Di fronte alla facciata della basilica di San Giorgio Maggiore c’è la chiesetta di Santa Maria Porta Coeli detta delle Crocelle ai Mannesi, come il largo antistante (aperto nel 1638 con l’abbattimento dei palazzi adiacenti), che fu distrutta e sostituita da una chiesa ottocentesca in stile neogotico.

Deriva il suo nome dalle croci dei padri Crociferi che portavano sul petto e sul mantello per distinguere la congregazione e l’ordine che si dedicava alla cura degli infermi. Si narra che padre Camillo de Lellis, vestitosi a vita religiosa per riscattare la sua giovinezza dissoluta, fosse stato inviato dal vescovo di Castellammare di Stabia a Napoli insieme a suoi confratelli per fondarvi il monastero della sua congregazione; il che avvenne in Santa Maria ad Agnone.

Di qui, avendo avuto in dono dalle pie nobildonne Roberta Carafa, Costanza del Carretto e Giulia della Castella una notevole somma di danaro, acquistarono alcuni palazzi nella regione dei Mannesi ed edificarono il complesso monastico di Santa Maria Porta Coeli, detto dal popolo delle Crocelle ai Mannesi. La congregazione dei padri Crociferi fu riconosciuta quale ordine religioso e ottenne di portare le croci di color amaranto sui loro abiti per distinguersi dagli altri religiosi, in quanto dediti in particolare alla cura degli infermi, le cui condizioni di vita nel periodo della peste riuscirono a risollevare e rendere più umane.

I padri Crociferi furono espulsi nel 1865 per esigenze militari e nel 1870 la chiesa venne abbattuta per l’ampliamento di via Duomo. La chiesa di Santa Maria Porta Coeli ha subito nel corso dei secoli ripetuti danni, venendo spogliata del suo patrimonio artistico, solo in parte conservato nella chiesetta del Divino Amore, di cui si ricorda la Concezione di Maria di Francesco De Mura.