martedì, 20 Apr, 2021 Espresso napoletano

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Chiude il cinema Arcobaleno, ennesima perdita per la città

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Non occorre avere troppi anni per avere uno o più bei ricordi legati al cinema Arcobaleno, nel cuore del Vomero. E neanche per tornare con la mente all’immagine di un quartiere collinare vivo e culturalmente attivo: quell’immagine pian piano sta scomparendo, mentre avanza il deserto. È di queste ore la notizia dell’imminente chiusura dello storico cinema nella traversa di via Luca Giordano. “Oggi è un giorno triste per i cinefili partenopei ma anche per tutti quei vomeresi che, in oltre sessant’anni di vita, hanno avuto occasione di trascorrere in quelle sale tante bellissime ore. Stamani sono iniziati i lavori nei locali del cinema Arcobaleno in via Consalvo Carelli che, abbandonata la sua destinazione storica, a breve, stando a quando si è potuto apprendere sui luoghi, vedrà nascere al suo posto un centro commerciale cinese “.

Così scrive Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della Circoscrizione Vomero, che agli inizi del 2014, si era battuto contro la chiusura promuovendo un flash mob e una petizione che raccolse oltre mille firme, scongiurando almeno per qualche altro anno la scomparsa della storica sala cinematografica. Ma non questa volta, a quanto pare, non andrà così. “Purtroppo – sottolinea Capodanno -, a differenza di quanto avvenuto sei anni fa, questa volta non ci sarà un lieto fine. La pandemia ha messo fortemente in crisi il settore e la preoccupazione è che a questa scomparsa ne possano seguire altre. Da mesi si parla anche della possibilità che anche il cinema-teatro Acacia, posto nel limitrofo quartiere Arenella, potrebbe cambiare destinazione d’uso”.

La zona collinare infatti in pochi anni ha cambiato completamente volto, svuotandosi gradualmente e sempre più di luoghi di incontro, socializzazione e presidi di cultura. Qualcuno ricorderà della storica libreria Guida, non distante dall’Arcobaleno, della Fnac che per anni ha ospitato incontri, presentazioni, dibattiti e anche delle affollate bancarelle di libri, dvd e fumetti che, sempre a via Luca Giordano, proliferavano e ora hanno lasciato spazio, nella gran parte dei casi, ai tavolini dei bar. Eppure il Vomero è un luogo storico, anche per il cinema. Nel 1909 a via Cimarosa nacquero gli stabilimenti della Lombardo Film che anni dopo sarebbe diventata la Titanus, una delle grandi case cinematografiche italiane. Il cinema Arcobaleno nacque nel 1958 col nome “Stadio”, per la vicinanza con lo stadio Collana che all’epoca ospitava le partite del Napoli. Con il boom delle sale cinematografiche, agli inizi degli anni novanta, si ebbe la trasformazione in multisala, con quattro sale e un’offerta variegata tra film d’autore e grandi successi. “Purtroppo” – aggiunge Capodanno – “su otto sale cinematografiche presenti solo nell’ambito del quartiere Vomero, un territorio di poco più di due chilometri quadrati d’estensione, che alla metà del secolo scorso vantava la più alta concentrazione di questo tipo di strutture, già negli anni trascorsi ne avevano chiuso cinque, l’Ideal in via Scarlatti, dove attualmente è ubicato un megastore, l’Ariston in via Morghen, sostituito da una banca, il Colibrì in via de Mura, sostituito da un club fitness, il Bernini, sostituito da un negozio di abbigliamento per bambini e l’Abadir, già Orchidea, in via Paisiello dove è nato l’ennesimo supermercato. Adesso si aggiunge anche la sesta, con il cinema Arcobaleno, restandone dunque in funzione, rispetto al passato, per una popolazione di circa 48mila residenti”. L’Arcobaleno aveva già chiuso nel 2014 per poi riaprire dopo un anno con la nuova gestione della famiglia Mirra. Dopo circa cinque anni già complicati, la pandemia è stato il colpo finale. E così, dopo il cinema Abadir (oggi supermercato), il Bernini (oggi negozio di abbigliamento) e il destino incerto per il cinema teatro Acacia, registriamo la chiusura di un altro cinema storico. Capodanno sottolinea infine un dato importante: “oltre agli effetti della pandemia, paghiamo la totale assenza d’iniziative valide e concrete per evitare la scomparsa di luoghi di cultura ma anche di aggregazione e di socializzazione, come i cinema. Da tempo invece in altre città italiane, come Bologna e Firenze, nello specifico settore, i consigli comunali hanno approvato apposite norme, cosiddette “salva-cinema”, che consentono, attraverso apposite convenzioni, la sopravvivenza di sale storiche come appunto il cinema Arcobaleno, laddove purtroppo nel capoluogo partenopeo non si può che registrare la più totale assenza di valide iniziative  nonostante la crisi che da tempo coinvolge il settore delle sale cinematografiche, aggravata dall’attuale pandemia.”

Dopo pochi giorni dalla giornata mondiale del teatro, ci sarebbe piaciuto darvi altre notizie.  

Francesca Saturnino è nata a Napoli nel 1987. Critica teatrale, insegnante e giornalista. Collabora con riviste e giornali nazionali e locali. La sua passione, tra le altre, è scovare storie, mestieri e personaggi di una Napoli antica e desueta e raccontarli per mantenerne viva la memoria.