Continuano le proteste a Napoli: taxi occupano piazza del Plebiscito

Le proteste, in questi giorni, sembrano non avere fine. Il malcontento, generato dalle disposizioni dell’ultimo Dpcm, ha colpito più di una categoria di lavoratori e si unisce al rammarico verso un Governo che sembra non aver fatto il possibile quando avrebbe potuto. Tra questi i tassisti, ma non solo.

A Napoli siamo al terzo giorno della protesta, silenziosa e pacifica, da parte dei tassisti iniziata il 27 ottobre e preannunciata nella notte del 26, quando hanno attraversato la città suonando i clacson dai loro mezzi.

A loro si sono uniti, in mattinata, gli autisti della Ncc, degli autobus turistici e degli scuolabus, insieme ai sindacati di Unimpresa, sitan, Atn, Uritaxi, federartaxi e orsa taxi Napoli. I servizi, già ridotti del 50% dai primi mesi della pandemia e dall’assenza del turismo, stanno andando rapidamente incontro a una crisi che, senza provvedimenti, rischia di essere irreversibile.

Così scendono in piazza del Plebiscito, occupando lo spazio pedonale proprio con quei taxi bianchi, come a voler far sentire il peso e il volume di una categoria di lavoratori altrimenti dimenticata. Chiedono un sussidio mensile per far fronte ai tagli e alle difficoltà che si sono visti costretti ad affrontare.

La protesta è sì silenziosa, ma accompagnata da uno striscione con una frase più che chiara: tu ci chiudi, tu ci paghi.

Insistono anche su quanto il governo avrebbe potuto sfruttare questi mezzi per potenziare il trasporto pubblico cittadino. Perché si, non è impensabile che la maggior parte delle persone si stia contagiando proprio sui mezzi pubblici affollati, ma la soluzione era proprio lì a portata di mano, secondo i protestanti.

foto di Francesca De Paolis

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