sabato, 30 Mag, 2020 Espresso napoletano

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Coronavirus, l’uomo rifletta sulle proprie responsabilità verso la natura

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Ormai questa triste e grave situazione  sembra non avere fine. Anzi, le notizie che arrivano ogni giorno raccontano sempre più di nuovi contagi, pure in altri Paesi del mondo, dagli Stati Uniti all’Europa, all’Asia, alla stessa Cina. La gente è disorientata anche e soprattutto per le incerte e contrastanti notizie sull’origine del virus, sulla sua natura e sulle sue reali potenzialità.

Credo che in questi casi bisognerebbe parlare meno, e solo avendo una conoscenza specifica della materia. E meglio sarebbe dire sempre la verità per non dare spazio ad inopportune dispute più o meno strumentali. Ovviamente, mi astengo dall’entrare nel merito non avendo competenze né titolo per pronunciarmi. Avverto in particolare la necessità di scrivere mantenendo un doveroso rispetto verso le istituzioni e nei confronti di quanti con grande sacrificio rischiano anche la vita per lottare contro questa pandemia.

Ci troviamo di fronte ad un pericolosissimo fenomeno che sta minando la sicurezza di tutta l’umanità, di cui al momento ignoriamo la reale portata.  Nel 2015 Bill Gates fece pubbliche dichiarazioni che presagivano questo tipo di minaccia, asserendo che un virus altamente contagioso avrebbe causato negli anni successivi milioni di morti, con migliaia di miliardi di danni per l’economia mondiale. Al riguardo sottolineò l’esigenza di utilizzare meglio le risorse, evitando spese per le armi per destinarle utilmente alla ricerca sulle malattie. La sua fu una tragica profezia che ha trovato a distanza di soli cinque anni un’amara e puntuale conferma. Adesso l’uomo improvvisamente scopre la sua fragilità. Anche le potenze cominciano a temere questo nemico invisibile. L’Organizzazione Mondiale della Sanità non è in grado di dare risposte.

Emergono gravissime carenze sanitarie in tutti i Paesi per la mancanza di personale specializzato, strutture e mezzi. Al momento ancora non si evidenzia una efficace linea di azione nella stessa Unione Europea in assenza di una concreta politica comunitaria. Eppure, è in gioco la salute di intere popolazioni, con conseguenze devastanti sull’economia dei singoli stati. Solo grazie all’intervento del presidente Mattarella – come peraltro già scritto in precedenza – si è registrata una seppure tardiva disponibilità dell’Europa a sostenere l’Italia. Probabilmente perché qualcuno si è reso conto che la minaccia del virus si stava per concretizzare anche nei propri Paesi di appartenenza.

Adesso tutto sta diventando più difficile. Il fenomeno dilaga. I divieti necessariamente imposti dai diversi governi sembrano non bastare ad evitare l’estensione del contagio. Timidamente si comincia a  sperimentare qualche farmaco, ma senza alcuna certezza. L’ipotesi di un vaccino sembra lontana. La ricerca, peraltro poco condivisa dei diversi Paesi, non accende la speranza. L’incertezza ed il timore crescono. Persino papa Francesco ha ravvisato l’esigenza di festeggiare la santa pasqua nel silenzio della preghiera. Il comitato olimpico ha deciso di rinviare di un anno i giochi. L’umanità si è praticamente fermata! Tutti barricati in casa per paura di un nemico invisibile.

Ma al dramma sanitario sempre più si unisce il dramma umano della solitudine e della disperazione, soprattutto di chi non ha un sostegno economico. È un aspetto da me già sottolineato nei precedenti articoli, ma che, se continua l’ emergenza, diventerà forse il problema principale. Tante famiglie non hanno disponibilità per sopravvivere. Tanti anziani sono soli senza alcuna forma di assistenza. Quanto durerà questo calvario? Forse, adesso, l’uomo comincia a capire quanto sia stato stolto nel mancare di rispetto al creato, con continue offese alla natura, pensando di potere distruggere e dominare ogni cosa. L’“onnipotenza” di personaggi arroganti e senza cervello sta subendo una giusta lezione, ma purtroppo con conseguenze gravi sui più deboli. Personalmente mi auguro che la Divina Provvidenza faccia opportuni interventi per evitare ciò. E speriamo presto e senza sconti!

Sarebbe ora che l’uomo si rendesse conto che non è il padrone del mondo. L’ambiente va rispettato! “Qualcuno” gli ha donato la possibilità di vivere la sua esistenza su un pianeta che nella sua armoniosa costituzione in origine era un vero paradiso terrestre. E, a fronte di ciò, l’uomo è stato capace, soprattutto negli ultimi secoli, di devastarlo originando le premesse per un suicidio collettivo. Unico responsabile: l’uomo! Niente si verifica per caso, perché comunque, direttamente o indirettamente, l’uomo è sempre l’artefice del suo destino, anche quando la natura fa il suo corso… di solito per legittima difesa!