Cronache di un Referendum: 31 maggio

Cronache di un referendum: 16 giugno
Cronache di un referendum: 16 giugno

Prosegue oggi il nostro viaggio delle Cronache di un Referendum, in cui si traccia il percorso elettorale che ha traghettato l’Italia verso la Costituzione, tenendo conto delle controversie storiche, la corsa ai consensi e le complicanze politiche di quei mesi. Per recuperare la precedente cronaca, clicca qui. 

Napoli, 31 maggio

Ultimo giorno di campagna elettorale. I toni dello scontro sono forti. Accuse di brogli e di manipolazioni elettorali passano, con facilità, da un campo all’altro. I monarchici temono la vittoria repubblicana ed attaccano aspramente i
socialcomunisti, che ne sono il supporto più consistente. I sostenitori della Repubblica, non sono da meno, rispondono a tono ed enumerano tutte le malefatte di casa Savoia.
Italia Nuova, l’organo di stampa del Partito Democratico Italiano (di chiare simpatie monarchiche) scrive:

I brogli elettorali vengono predisposti alla luce del sole: certificati multipli ai repubblicani; cancellazione dalle liste dei monarchici e dei possibili monarchici; acquisto di certificati elettorali. Oggi al popolo italiano rimane
una sola àncora di salvezza: la Monarchia Costituzionale. Solo la Monarchia Costituzionale può impedire che la somma di tutti i poteri si concentri nelle mani della Costituente e, quindi, eventualmente del Partito comunista.

La risposta dei partiti di sinistra è in un manifesto appena affisso:

Vogliono la Monarchia tutti i neofascisti e i qualunquisti; vogliono la Monarchia tutti i quanti sono responsabili della catastrofe nazionale; vogliono la Monarchia tutti i conservatori e i reazionari; vogliono la Monarchia tutti quanti sognano una nuova guerra mondiale.

In un altro manifesto, poi, vengono enumerate (a mo’ di memento) le responsabilità di Vittorio Emanuele III, che non si preoccupò di firmare il decreto per la proclamazione dello stato d’assedio nel 1922 contro il golpe di Mussolini, che proprio a Napoli, il 26 ottobre di quell’anno, aveva dichiarato agli squadristi adunati in piazza San Ferdinando:

O ci daranno il governo o lo prenderemo calando su Roma.

Il capo della monarchia firmò invece l’amnistia per Dumini e gli altri assassini di Giacomo Matteotti; le leggi Federzoni, che furono centrali nel processo di fascistizzazione dello Stato; le leggi di persecuzioni contro gli
antifascisti; le leggi per le soppressioni dei sindacati; le leggi di persecuzioni contro gli ebrei; le innumerevoli dichiarazioni di guerre volute dal Duce. A ragione si temono, perciò, scontri in attesa dell’esito della votazione. Si
moltiplicano militari e carabinieri presenti nel pattugliamento delle strade, si cercano – in ogni ambiente – individui disposti a collaborare con le forze di polizia, si tengono particolarmente sotto controllo le sedi dei partiti politici.

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