Cronache di un Referendum: 8-10 giugno

Cronache di un referendum: 16 giugno
Cronache di un referendum: 16 giugno

Prosegue oggi il nostro viaggio delle Cronache di un Referendum, in cui si traccia il percorso elettorale che ha traghettato l’Italia verso la Costituzione, tenendo conto delle controversie storiche, la corsa ai consensi e le complicanze politiche di quei mesi. Per recuperare la precedente cronaca, clicca qui.

Napoli, 8-10 giugno

A tarda ora della serata di ieri si era sparsa voce che alcuni velieri di Andrea Finocchiaro Aprile (leader del Movimento per l’Indipendenza della Sicilia), dalla Sicilia stessero facendo rotta verso Napoli. Altre voci avevano parlato, invece, del minamento del ponte sul fiume Garigliano. Niente di più falso!
Nelle strade cittadine dove venditori ambulanti vendono bandierine tricolori con e senza lo stemma sabaudo sono ripartiti cortei di manifestanti (sia monarchici che repubblicani) ma con intenzioni pacifiche.

Notizie da Palazzo San Giacomo annunciano le dimissioni del Sindaco. L’azionista Fermariello ritiene doveroso rimettere il mandato, perché la Giunta (nominata dal CLN) da lui presieduta non è rappresentativa di un elettorato in massima parte sostenitore della Monarchia. Nella prime ore della mattina del 9 giugno si apprende che, durante la notte, è morto Carlo Russo. I funerali, con partenza dall’Ospedale degli Incurabili, sono fissati per il giorno dopo.

Ed il pomeriggio del 10 giugno un’immensa folla si stringe attorno alle spoglie mortali del giovane Russo. La bara, portata a spalla da amici e familiari, è avvolta in una grande bandiera tricolore con stemma sabaudo. Il corteo funebre attraversa via Foria, San Giovanni Carbonara, via Pietro Colletta, Corso Umberto e si scioglie in Piazza Garibaldi. Quindi, un nuovo corteo si dirige verso il Municipio ed a viva voce pretende che dai balconi della Casa comunale sventoli la bandiera con lo stemma sabaudo. Alcuni sconsiderati, sfidando gli idranti dei Vigili del fuoco, tentano anche di arrampicarsi, per giungere a far garrire il vessillo.

La spericolata impresa è interrotta da un messo comunale, che, tra gli evviva della folla, spalanca un balcone e srotola il tricolore con lo stemma di casa Savoia. Alcuni facinorosi, non ancora sazi delle proteste mese in atto, propongono di dare assalto alla sede del giornale La Voce. L’immediato intervento della polizia impedisce questa ulteriore offesa al viver civile.

Intanto, da Roma, sono stati comunicati i risultati provvisori del referendum. Ne ha dato lettura alla radio il Presidente della Suprema Corte di Cassazione, rimandando al 18 giugno i risultati definitivi, al termine cioè della revisione dei ricorsi e delle schede nulle. Per la Repubblica ci sono stati 12.672.767 voti a fronte dei 10.688.905 suffragi per la Monarchia.

Alla comunicazione proveniente da Roma risponde la Napoli monarchica, con la ripresa della protesta e dei propositi di vendetta contro le strutture dei partiti, che hanno dato forza alla Repubblica.
Quando le ombre lunghe della notte calano sulla città, sembra tornare finalmente la calma. È stata una giornata molto agitata, conclusasi con vari focolai di contestazione, che hanno causato anche due vittime.
Il primo caduto si chiamava Guido Beninato ed aveva venti anni. È morto a seguito dei tafferugli scoppiati durante i funerali di Carlo Russo. Pare che a causarne la morte siano stati uomini della Polizia ausiliare.

L’altra vittima, Gaetano D’Alessandro [16 anni], era stata fermata dalla Polizia, in Piazza dei Vergini, mentre camminava avvolto dal drappo sabaudo. Il giovane, invitato a consegnare la bandiera, si rifiuta e scappa. Viene inseguito, si accende un nuovo tumulto, i poliziotti sparano colpi di mitra a scopo intimidatorio. Un proiettile ferisce mortalmente Gaetano D’Alessandro.

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