Cronache di un Referendum: 8 maggio

Cronache di un referendum: 16 giugno
Cronache di un referendum: 16 giugno

Prosegue oggi il nostro viaggio delle Cronache di un Referendum, in cui si traccia il percorso elettorale che ha traghettato l’Italia verso la Costituzione, tenendo conto delle controversie storiche, la corsa ai consensi e le complicanze politiche di quei mesi. Per leggere la puntata precedente, clicca qui.

Napoli, 8 maggio

In queste Cronache di un Referendum, tra le strade  e le piazze ci sono molti capannelli. La domanda ricorrente è sempre la stessa: il re abdica o non abdica? L’Agenzia di stampa romana INS ha diffuso messaggi di corrispondenti americani, secondo i quali Vittorio Emanuele III abdicherebbe oggi, mercoledì, in favore del figlio Umberto.
Quest’ultimo, fino all’esito del referendum, assumerebbe il titolo di reggente, non dire. Egli, infatti, non intenderebbe passare alla storia come “il re dei venti giorni”. L’Agenzia romana Orbis (legata ad ambienti dell’Azione Cattolica e dei Comitati Civici) aggiunge che l’abdicazione dovrebbe essere preceduta da un manifesto al popolo con le intenzioni del re, in attesa che il Presidente del Consiglio dei Ministri, Alcide De Gasperi, faccia ritorno da Parigi e possa partecipare –insieme al notaio della Corona – alla stesura dell’atto formale.

L’Agenzia Minos (fonte di informazione nel settore aeronautico e logistico) si chiede se l’abdicazione non causi conseguentemente il rinvio delle elezioni. Il nuovo re, infatti, potrebbe modificare all’ultimo momento la compagine ministeriale e far slittare la data prevista del 2 giugno. Elezioni, però, che non potrebbero più farsi, perché i comandi alleati, in previsione di un conflitto armato con la Jugoslavia, porterebbero nuovamente l’Italia sul piede di guerra. Che esagerazione! Sarebbe come dire: meglio la guerra piuttosto che andare ad elezioni!
L’Agenzia l’Informazione, infine, fa sapere di aver appreso che il Vaticano, pur astenendosi dal prendere posizioni nette rispetto alla questione istituzionale, vedrebbe favorevolmente l’affermazione della parte monarchica. Aggiunge, a conferma della notizia, che il papa Pio II avrebbe più volte manifestato la sua preferenza monarchica.

Intanto si è appreso che sono stampati in città molti manifesti pro monarchia. Un buon quantitativo prenderà la strada per Roma, dove si sta organizzando una corposa manifestazione a favore dei Savoia. Vi prenderanno parte uomini della Folgore, studenti con bandiere sabaude, aristocratici ed aderenti alla R.A.A.M. (Reparti Antitotalitari Antimarxisti Monarchici), che – in collaborazione con l’U.M.I. (Unione Monarchica Italiana) per l’Italia centromeridionale, i gruppi Camillo Cavour per il Piemonte e la Liguria, il Movimento Tricolore per il resto d’Italia, il Partito democratico e la Concentrazione Democratica Nazionale – riuniscono i cosiddetti squadristi del re e si battono strenuamente per la difesa della Monarchia.

La R.A.A.M., che ha centri operativi nelle maggiori città italiane, a Napoli ha assunto il nome di Legione Savoia risponde agli ordini del generale Carlo Alberto Falanca.
La Legione Savoia ha molti proseliti, che pesca prevalentemente tra i tantissimi senza lavoro, offrendo loro una paga giornaliera di £. 200. L’intento dichiarato dei filo monarchici è quello di accreditare l’avvento della Repubblica come la dissennatezza di chi sta per compier un salto nel buio.

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