venerdì, 23 Ott, 2020 Espresso napoletano

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Cultura ed eventi senza pari per il Miglio d’oro e il suo Festival delle Ville vesuviane

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E’ in pieno fervore la XXVI stagione del Festival delle Ville vesuviane che, con una sorta di Anteprima, “Natale in Villa”, dicembre 2013, da quest’anno vive una nuova visibilità ed apertura ad un pubblico più variegato e a luoghi nuovi.

Infatti la Fondazione Ente Ville vesuviane, realizza ora un’offerta turistico-culturale per 365 giorni all’anno, attraverso eventi di vario respiro, oltre ad essere meta di itinerari e visite guidate, denominate “Museo diffuso”.

E, come una fiaba raccontata ai bambini di ogni età, ecco, in breve, la storia delle Ville vesuviane.

Sono centoventidue, sono sorelle e sono tutte belle. Parafrasi di una filastrocca che attraversa le generazioni, le 122 Ville vesuviane del’700, sono davvero una speciale, grande ‘famiglia’.

Nate a partire dal 1738, anno in cui Carlo di Borbone ordina la costruzione della Villa reale di Portici, gran parte dei nobili napoletani, per seguire la Corte, sceglie il “Miglio d’oro”, per edificare nuove residenze riservate principalmente ai soggiorni estivi, creando, così, quel suggestivo ed unico patrimonio architettonico che, nel segno del gusto settecentesco, s’integra perfettamente tra la natura dell’area vesuviana e il golfo di Napoli.

Miglio d’oro, la strada, così denominata proprio per la sua posizione straordinaria, ove arte, natura, eleganza sono altrettanti attrattori e, oggi, attrattive.

Pronubo, a cominciare dalla fine degli anni ’50, il grande architetto, il Maestro Roberto Pane con i suoi allievi, le Ville, attraverso la ricerca, lo studio e la pubblicazione di un primo volume, ormai storico e imprescindibile, vengono svelate all’attenzione del mondo di ogni tipo – studiosi, viaggiatori, istituzioni -, suscitando l’attenzione di un parlamentare napoletano, l’Onorevole Pietro Lezzi, perché esse diventassero un “insieme” da valorizzare e tutelare.

villa favorita

Dunque, 1971, nasce l’Ente per le Ville vesuviane, mentre nel 1976 esse vengono censite, stabilendo che le residenze di epoca borbonica sono quelle comprese nei territori dei Comuni di Napoli (tra Barra e San Giovanni), San Giorgio a Cremano, Portici, Ercolano, Torre del Greco.

Presidente Pietro Lezzi (che, poi, sarà Sindaco di Napoli all’87 al ’90), Direttore l’Architetto Paolo Romanello, attraverso gli interventi di restauro degli immobili, l’Ente per le Ville Vesuviane ha dato vita ad un “sistema” territoriale con ricadute positive sul piano economico e sociale per la collettività.

Il “sistema ville” è, infatti, un motore per le attività turistiche e produttive dell’area, forte anche della sua strategica posizione che lo collega alle aree archeologiche di Pompei ed Ercolano, al Parco Nazionale del Vesuvio – nato nel 1995 -, alla Penisola sorrentina e, attraverso le vie del mare, alle Isole del Golfo di Napoli.

Parte delle residenze è stata restituita alla fruizione pubblica (Villa Campolieto, Villa Favorita, Villa Ruggiero, Villa delle Ginestre), mentre alcune sono state destinate alla creazione di strutture ricettive (Villa Aprile e Villa Signorini) o ad abitazioni private e a sedi di Uffici amministrativi.

Nel 2009, l’Ente diventa Fondazione Ente Ville Vesuviane, presieduto dallo storico, Professore Giuseppe Galasso, Direttore generale Paolo Romanello, dal 1998 anche Direttore artistico del Festival delle Ville.

Sino ad Agosto, infatti, saranno in scena – nei Teatri di Villa Favorita, Villa Campolieto e Villa delle Ginestre – Concerti di ogni genere.

villa favorita

Con l’apertura , in mesi diversi, di Eugenio Bennato e di Pietra Montecorvino, si continua con ‘Musica e percorsi d’arte: Itinerari vesuviani’.

Quest’anno, poi, particolare importanza avranno le manifestazioni a Villa delle Ginestre – Collina dei Camaldoli di Torre del Greco – dove, tra il 1836 ed il 1837, visse Giacomo Leopardi, per evitare i pericoli dell’epidemia di colera del tempo e ove compose le liriche “Il tramonto della luna” e “La Ginestra”. Acquistata dallo Stato negli anni ’60 e oggi in Comodato d’uso all’Università Federico II di Napoli, riaperta al pubblico da due anni grazie ai restauri e all’impegno della Fondazione Ville e di ARCUS s.p.a., ospita oggi un percorso museale multimediale, insieme con la stanza da letto del Poeta con i mobili originali e, in altri ambienti, suppellettili appartenute a Leopardi.

Nuovo, il Concerto di Peppe Servillo, “Spassiunatamente” e quello del Solis String Quartet, nel Teatro di Verzura della Villa.

Ricorre, poi, 2014, il trentesimo anniversario della riapertura al pubblico di Villa Campolieto restaurata, il gioiello vanvitelliano che, tra Vesuvio e mare è davvero unicum artistico e Villa ‘di delizie’, come erano, appunto denominate le Ville della corte borbonica.

Tra i Concerti – presente ogni tipo di strumento – particolarmente prezioso quello del pianista Bruno Canino, mentre l’intero ciclo è incentrato sul tema della danza.

Ma, mentre sino allo scorso anno predominanti erano gli autori classici ed il Teatro d’autore, il XXVI Festival, pur con firme di élite, vedrà protagonisti, per la Sezione “La grande musica”, Massimo Ranieri, Arisa, Renzo Arbore e l’Orchestra italiana, Elio e le Storie Tese, il Napoli jazz Project, tutti per la prima volta ospiti della Rassegna (Villa Favorita, duemilacinquecento ospiti).

Arbore Orchestra orizzontale 2

Ventisei anni come “maggiore età”, come ha detto il Presidente della Fondazione, Galasso, e, dunque, una ”mutazione: non più pochi appuntamenti estivi ma una lunga rassegna per raccogliere in unico marchio le manifestazioni della Fondazione, con molti vantaggi, primi fra tutti, la destagionalizzazione turistica e la coesione sociale”.

 

Per ulteriori info:

Fondazione Ente Ville Vesuviane-Villa Campolieto, Cso Resina 283-Ercolano (Na)

Tf. 081 7322134 – email: info@villevesuviane.net – ufficio eventi@villevesuviane.net