venerdì, 23 Ott, 2020 Espresso napoletano

Storie e bellezze di Napoli on line

Da veleno a sovrano

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Sua maestà rossa il pomodoro è l’immigrato per eccellenza. Accolto male e con sospetto in Europa, ne è divenuto nei secoli un’irrinunciabile elemento della dieta. E a Napoli è praticamente immortale.

pomodori

Scientificamente definito Solanum Lycopersicum e storicamente conosciuto per il suo colore originario giallognolo, da cui pomo d’oro, ebbe il suo centro d’origine quasi sicuramente in Perù, dove, assieme ad altri paesi americani, era conosciuto ben prima dei conquistadores.

raccolta di pomodori

Che lo portarono nel Vecchio Mondo. Certo, non era più quello autoctono, che fruttifera in ogni stagione. Ma i problemi erano appena iniziati. Per diversi anni fu utilizzato solo come ornamento (ve lo immaginate offrire un bouquet di San Marzano?), a causa della convinzione che fosse tossico. Però dotato di qualità afrodisiache.

cestino di pomodori

Quindi, prima che nelle cucine, entrò nei pensieri degli innamorati e nei laboratori degli alchimisti. Il tempo passava, ma il pomodoro era ancora lontano dalla tavola, mentre si affermavano già altri prodotti esotici, come il caffè e la patata, per non parlare del tabacco, che a Napoli aveva già un monopolio di stato dal Seicento.

pomodori

Anzi, a conferma della presunta tossicità, nella Salem (stato di New York) del 1820, un tale Robert Johnson sfidò l’opinione pubblica mangiando un pomodoro sui gradini del locale palazzo di giustizia. Fu preso per un pazzo suicida.

pomodori nell orto

Nel frattempo, però, il XIX secolo apriva in Campania la via della cucina al magico frutto, che compariva sulla tavola di qualche temerario. Da allora, il pomodoro e la sua salsa sono diventati famosissimi, e prima che nelle pizzerie e nei maccaronari del fast-food made in Naples, nei trattati culinari del tempo, con le ricette di quel che sarebbe diventato il ragù.

sugo e pomodori

Ci si mise poi anche il caso, con la nascita delle industrie di pasta di grano duro, a sigillare il connubio da cartolina. A Napoli e zone limitrofe la fertilità particolare del suolo, soprattutto di matrice vulcanica, ha fatto sì che la coltura del pomodoro raggiungesse qualità eccellenti, partendo dalla soglia di piccoli poderi fino alle grandi distese, per poi entrare prepotentemente nelle fabbriche ed uscirne inscatolato.

campo di pomodori

Ben presto diversificato nelle qualità conosciute oggigiorno, ciascuna sfrutta il segreto unico del pomodoro: la sua versatilità. Così da finire praticamente in ogni ricetta invernale o estiva, crudo o cotto, da condimento o anche gustato da solo.

barattolo di pomodori

E perfino bevuto crudo, con la sua carica di vitamine, sali, carotene e licopene, che ne fanno un elisir di salute e gusto. A questo punto,
come non credere alle antiche qualità magiche e afrodisiache?

 

(Si ringrazia per la collaborazione l’agronomo dott. Luigi Desiderio)