venerdì, 03 Dic, 2021 Espresso napoletano

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Dalle Sirene di Omero a Haendel: acqua, mito e Parthenope, nuova sirena ma anche regina!

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Dal mito greco di Omero al libretto d’opera musicato da Haendel: grazie all’acqua Parthenope, rinnovata sirena.. ‘divenuta’ regina!

Si intitola proprio “Parthenope” l’opera di George Friedrich Haendel messa in scena per la prima volta al King’s theatre di Londra il 24 febbraio 1730. Opera seria si, ma dai toni umoristici nei personaggi e leggera nella musica con uno sviluppo fatto di intrecci e scambi di generi. Ma l ‘immaginario collettivo di ogni tempo ama la leggendaria storia universale, divenuta anche individuale, della sirena Parthenope, dalla diversa facies perché successiva alle Sirene di Omero ma legata all’ arte dell ‘incanto con la voce, che per qualche ammaliante istante smarrì il suo sguardo negli occhi di Ulisse prima del suo ultimo respiro, storia che ogni  napoletano racconta in tutti i tempi a chi viene a conoscere Napoli.
 
Mentre il libretto d ‘opera scritto da Silvio Stampiglia cambia rotta rispetto alla prassi di attingere i vari soggetti alla storia o alla leggenda: la Parthenope di Haendel fu colei che ci ha consegnato lo storico Strabone d’ Amasea, fondatrice e regina – guerriera di Napoli, versione sostenuta  nel tempo anche dal Pontano che racconta come Parthenope fosse una principessa vergine greca. Per inciso, è di qualche anno fa (2017) l ‘incontro che il Dipartimento degli Studi umanistici dell’Ateneo Federico II ha dedicato di riflesso al mito di Parthenope con un focus sulla trasfigurazione letteraria dell’ umanista Giovanni Pontano e sulla simbologia di quella statua – sirena, quella della Spinacorona, che ben accoglie anche la vena musicale dei partenopei suoi figli. La Parthenope regina haendeliana, dicevamo, si destreggia tra ragion di stato e ragioni del cuore in una sorta di teatro delle passioni che si dipana nella propria artificiosita’ in uno con le pulsioni di titolati di gran parte del Mediterraneo ma restando in un ambito strettamente borghese. E Haendel, il più grande compositore d ‘opera della prima metà del’ 700, venne a Napoli nel primo decennio del XVIII sec. Della sua permanenza partenopea si sa poco ma è certo che, almeno per il secondo decennio del secolo, la sua musica risuonò sovente a Napoli. All’elemento che dà la vita a ogni essere vivente ci riporta in modo diretto la Musica sull’ acqua (Water music)  di Haendel, appartenente al genere della Suite barocca e scritta dal compositore per una parata festiva da tenersi sul Tamigi nel luglio del 1717. L ‘intera composizione trovò poi piena definizione editoriale  a 30 anni dalla morte di Handel, nel 1788. E proprio l’ acqua, insieme ad un’altra espressione di Parthenope, sarà protagonista dell’evento culturale previsto per il fine settimana del 15 e 16 maggio del Maggio dei Monumenti promosso dal Comune di Napoli in Piazzetta Pietrasanta attraverso le letture drammatizzate di Andrea De Goyzueta su testi di Sara Sole Notarbartolo. Gli studenti del Liceo musicale Margherita di Savoia accompagneranno musicalmente il tutto. L’ iniziativa prevista nell ‘ambito delle Olimpiadi dei Saperi Positivi si pone a interazione socio – culturale rispetto alla grande sfida della associazione Pietrasanta che sta ultimando proprio in questi giorni la mastodontica opera di realizzazione dell’ ascensore che porterà tutti nel sottosuolo a visitare il museo della ‘acqua quasi a ritrovare i rivoli delle sorgenti della grecità che nell’ ipogeo preserva memorie e armonie sonore di fluidità. La sfida architettonica si basa sulla collaborazione con ABC ( Acqua Bene Comune) in quella Napoli che per prima ha gestito in maniera pubblica il bene più prezioso per la collettività. Un orientamento quindi viene proprio dalla Pietrasanta, quello della gestione culturale della dimensione  del terzo settore, che valorizza nel suo profilo già comprensivo della natura sia pubblica sia privata, iniziative economico – civili come sintesi tra le istanze più diverse per la collettività. Una prospettiva interessante per ogni settore, una prospettiva che punta al pieno inserimento dello stesso terzo settore in opere e scelte di utilità civile come quelle realizzate coi patti educativi di comunità quale, ad esempio, quello delle Olimpiadi su citate. E se è vero che l’espressione culturale di ogni tempo può suggerirci soluzioni e risposte per la lettura della complessità del nostro reale, a ben guardare  la principessa Parthenope immortalata nella statua e volto della sapienza antica irrora uno strumento musicale posto ai suoi piedi …E quella principessa sirena divenuta regina ci farà da guida nelle seconde Olimpiadi dei Saperi Positivi per la conoscenza di quella ricchezza identitaria delle contraddittorie verità  partenopee e con la  lungimiranza della cultura imprenditrice del futuro!