martedì, 01 Dic, 2020 Espresso napoletano

Storie e bellezze di Napoli on line

Daniela Fiorentino è French Girl

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Un’atmosfera rarefatta ma incisiva interpreta la vivacità di una storia musicale eterna, coniuga con brillante vocalità e suggestivi arrangiamenti nove classici della canzone napoletana. Questo il nuovo lavoro della cantante-attrice Daniela Fiorentino. Un impatto emotivo che suadente, rapisce, catapultando l’ascoltatore in una dimensione molto lontana dalle voci e i colori della nostra Parthenope per condurlo nella vicinissima Parigi bohémien di fine Ottocento. Ed è così che quasi magicamente ’O Marenariello di Gambardella-Ottaviano del 1893 diviene Le petit pecheur, come Marechiare traduce se stesso con Ici la mer est claire ed ancora un Torna a Surriento diviene Je attends à Sorrente.

Un itinerario tracciato attraverso un percorso interiore che la stessa Fiorentino definisce come libertà, la sua, quella di viaggiare, esplorare e ridefinire confini mai davvero delineati in un susseguirsi di andate e ritorni per poi nuovamente riappropriarsi delle antiche origini. Un disco che si presenta come un autentico lavoro corale fatto di ricerca, collaborazioni e reciproche emozioni. Nonostante sia piuttosto impervio supporre fedeltà nell’opera di traduzione, laddove la componente emozionale ed onomatopeica di una lingua spesso ne perde in termini di identità culturale, l’adattamento operato da Loretta Maria Gagliardi, già autrice del volume Un bouquet de chansons napolitaines, restituisce appieno l’integrità culturale della nostra tradizione a tutti i brani dell’album. “Già da un po’ – narra Daniela – vivo da girovaga, sono reduce da circa due anni trascorsi in Québec e mi rendo conto, durante i miei viaggi e le mie soste, che la mia dimensione è esattamente questa, fatta di malinconici addii e felici ritorni. In Canada sono impazziti per queste canzoni, soprattutto così abbigliate e rivisitate. Quando Loretta venne a vedermi nello spettacolo dedicato alla Piaf commossa mi raggiunse in camerino proponendomi questo progetto. Me ne innamorai subito, il francese mi appartiene forse anche più della mia lingua originale ed è stato facile sposare l’idea. Poi una notte chiamai il M° Paolo Coletta al telefono, gli sottoposi questa possibilità e lui mi rispose candidamente sì, ma senza capire che era proprio lui che volevo. All’epoca era impegnato con altri spettacoli ma io non mollai ed in nove notti, senza soste, confezionammo questi brani.

Fu quasi naturale rendere quelle atmosfere in quel modo virando con grande agilità tra i diversi generi musicali, quelli a me più congeniali, come il music-hall stile Broadway nel ’A Frangesa o come nelle sonorità più swing toccate in Funiculì Funiculà”. Un disco che si fa presto a definire delizioso perché lo è, ma è altrettanto suggestivo pensare a quanto si è lontani e a quanto si è vicini, Napoli e Parigi, due città, due storie, due destini diversi ma all’epoca, in quel lontano 1893, quando Bideri acquistò per poche lire i diritti su ‘O marenariello, trionfava nella grande Parigi Toulouse-Lautrec, Claude Monet e la grande schiera dei poeti maledetti.

 La Fiorentino non è certo nuova a questo tipo di operazioni, la ricordiamo nella splendida interpretazione della grande Edith Piaf, oltre a numerose operazioni artistiche internazionali tra cui Passione di John Turturro, C’era una volta scugnizzi di Claudio Mattone e Novecento napoletano, mentre nel suo precedente album Sotto il vestito… Napoli gioca nuovamente con la napoletanità.

Ad accompagnare la French Girl in questo disco troviamo Paolo Coletta, arrangiamenti e tastiere, gli Ondanueve String Quartet, Riccardo Barbera al contrabasso, Carmine Marigliano al flauto, al clarinetto Massimiliano Sacchi e Lello Settembre, Stella Gifuni all’arpa con l’accordéon di Giosi Cincotti, al mandolino e banjo Salvatore Della Vecchia e Davide Esposito alle percussioni.