martedì, 22 Set, 2020 Espresso napoletano

Storie e bellezze di Napoli on line

Dialogo su Palazzo Spuntatore

0

È così facile girare una città e scriverne quando ogni angolo ha qualcosa da raccontare. Volevo fare qualcosa di culturalmente valido e volevo portare mio nipote nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ma, percorrendo via Pessina, mi sono ricordato che c’era un piccolo palazzo che aveva una di quelle storie che a mio nipote piace sentire. Lo accompagno quindi all’ingresso della “Scala a San Potito”.

“Altre scale, zio?!”

Sì, ma queste sono diverse. Non voglio spiegartelo a parole però, vieni!

Entriamo nel palazzo e saliamo le rampe della scala. L’interno è scarno, senza affreschi o quadri o sculture. Alcune porte si aprono sui pianerottoli, ma mio nipote mi guarda come a dire: “Qui che ci facciamo?!”. Saliamo fino in cima e dove normalmente dovrebbe trovarsi l’ultimo piano troviamo invece un altro portone di ingresso e sbuchiamo in una nuova strada.

Palazzo Spuntatore - Via Pessina

Visto?! Siamo entrati da una strada ed usciamo da un’altra!

“Cosa?! Ma non è possibile… ”

Lo è! Se ti affacci da qui vedi da dove siamo entrati!

Mio nipote si affaccia dal parapetto di via Tommasi e guarda incredulo l’ingresso delle scale su via Pessina!

 “è bello! Strano, ma bello… però non capisco ancora cosa ci sia di così tanto particolare…”

Vedi, questo palazzo da queste parti lo chiamano “Palazzo Spuntatore” perché spunta in due strade diverse. Un tempo è stato rifugio in tempi di guerra, ci hanno scritto un libro per quanta vita ci sia da raccontare, è usato per risparmiarsi un bel po’ di strada da fare a piedi per superare il dislivello tra le due strade… ma è stato anche la casa di tanti furbetti però!

“in che senso?”

Immagina di non conoscere la particolarità di questo palazzo. Ora metti caso che io sia un truffatore che vuole venderti qualsiasi cosa. Mi metto all’ingresso del palazzo, ti convinco, ti spillo i soldi, poi ti dico che l’oggetto ha un problema, ma ti rassicuro: “tranquillo entro un attimo nel palazzo e lo cambio”. Tu ti fidi, ma poi non mi vedrai mai più tornare perché non sai che questo è il misterioso Palazzo Spuntatore e io magicamente sono già su un’altra strada!

Mio nipote inizia a ridere.

“Geniale!”

Non rideresti così se davvero fossi tu il protagonista di questa storia! Ma vedi anche questa è Napoli: tutto il contrario di tutto. Una scala che in realtà è un palazzo. Un ingresso che in realtà è anche un’uscita. Una truffa che in realtà è quasi geniale. Un portone che è un portale…

“… una città che in realtà è un mondo a parte.”

Credo che mio nipote abbia già capito tutto.

Attore per vocazione, con un passato tra palchi e televisione; scrittore per necessità, con un presente tra fogli di carta e frasi sparse. Amante dell’arte di incastrare parole, quindi cultore del rap. Massimo esperto di Harry Potter in Italia (sfido chiunque). Scrivo di Napoli perché è palco, frasi sparse, parole incastrate, magia.