martedì, 10 Dic, 2019 Espresso napoletano

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Dialogo sui Giardini di Silvia Ruotolo – Le radici del bene

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A piazza Medaglie d’Oro i Giardini intitolati a Silvia Ruotolo sono una testimonianza del bene che si riprende dopo tanto male.

Quando si ha l’obiettivo di far conoscere le bellezze di una città non si può certo diventare improvvisamente sordi o ciechi rispetto alle cose che non vanno. Il traguardo finale però è dimostrare come il bene può sempre riprendersi la scena, rialzandosi e mettendo nuove radici. Simbolicamente, i giardini di piazza Medaglie d’Oro intitolati a Silvia Ruotolo rappresentano esattamente questo: la rivincita del bene.

“Zio, chi era Silvia Ruotolo?”.

Te lo spiegherò fra poco… prima ti faccio vedere la targa intitolata a lei.

La targa affissa a un muretto all’ingresso della piazza recita così: ‘Silvia Ruotolo, vittima innocente della barbarie camorristica’.

Mio nipote la guarda intristito. Nonostante la giovane età ha già sentito troppo parlare di camorra e mafia. Poi la sua curiosità, come sempre, viene fuori.

“Che si intende per vittima innocente? Non basta dire vittima”. 

Silvia Ruotolo
Il giardino di Silvia Ruotolo

In effetti, basterebbe… ma vedi: spesso nelle faide di camorra si ammazzano tra di loro ma non sempre finisce così. Molte volte le vittime non c’entrano niente e si trovano nel bel mezzo di una sparatoria senza aver alcun tipo di colpa se non quella, come dicono in questi casi, di essere al posto sbagliato, al momento sbagliato. 

“C’è qualcosa che non mi torna… cos’è accaduto esattamente a Silvia Ruotolo?”. 

Stava tornando a casa con suo figlio piccolo da scuola. L’altra figlia li aspettava a casa. Era a salita Arenella, non molto lontano da qui, e nulla lasciava presagire la tragedia che stava per verificarsi. Improvvisamente, il frastuono in via Arenella cambiò: diventò concentrato, limitato a due auto che avevano un’andatura diversa dalle altre, che costrinsero il resto del mondo al silenzio e rubarono con prepotenza la scena. Poi il frastuono si propagò ed esplose e il silenzio divenne urla e paura. Dalle auto partì una raffica di trenta colpi di pistola sparati in tre minuti. Uno di questi raggiunse Silvia alla tempia e la uccise sul colpo.

Forse ero stato un po’ troppo freddo e diretto con mio nipote, ma ho sempre pensato che filtrare una cosa sia uguale a mentire, quindi ho raccontato la storia così com’è andata.

“Ho scoperto cosa c’era che non mi tornava… non era lei ad essere al posto sbagliato, al momento sbagliato. Lei era al posto giusto, al momento giusto. Stava tornando a casa con il figlio… è una cosa normalissima. È tutto il resto che era completamente sbagliato, giusto?”.

Giusto…

Silvia Ruotolo
Silvia Ruotolo

Attore per vocazione, con un passato tra palchi e televisione; scrittore per necessità, con un presente tra fogli di carta e frasi sparse. Amante dell’arte di incastrare parole, quindi cultore del rap. Massimo esperto di Harry Potter in Italia (sfido chiunque). Scrivo di Napoli perché è palco, frasi sparse, parole incastrate, magia.