Donna Fiammetta: la napoletana amata dal Boccaccio

donna fiammetta
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Opera di Gustaf Wappers, 1849

C’è stata una figura, nota come Donna Fiammetta, che potrebbe aver conquistato il cuore di uno dei padri della letteratura italiana: Giovanni Boccaccio.

Noto in particolare, ma non solo, per il suo Decameron, benché sia nato a Firenze e lì abbia concluso la sua vita, ha avuto una parentesi molto importante nella città di Napoli. Luogo a cui saranno legati molti felici ricordi della sua giovinezza. Ed è proprio qui a Napoli che il Boccaccio ha, forse, incontrato Donna Fiammetta, musa ispiratrice per vari personaggi di molte sue opere. 

Quale importanza ebbero gli anni napoletani nella vita di Boccaccio? 

Nato a Firenze nel 1313, sulle spalle del piccolo Giovanni Boccaccio peseranno le aspettative di un padre che lo voleva introdotto solo e soltanto nel vasto mondo della finanza. Sarà per questo motivo che lui e suo padre si trasferiranno a Napoli nel 1327. Lavorerà infatti come agente di scambio per conto dei Bardi, nobile famiglia fiorentina.

Prima di parlare di Donna Fiammetta, è bene sottolineare l’importanza degli anni vissuti a Napoli da Boccaccio. Qui frequenterà la facoltà di giurisprudenza, presso l’Università Federico II, ma con poco entusiasmo. La vitalità della città, così diversa da Firenze, lo conquisterà fin da subito. Nonostante i quindici anni di vita che il Boccaccio trascorrerà a Napoli, quell’incanto iniziale perdurerà anche dopo il suo ritorno a Firenze. 

A Napoli frequenterà la corte dei d’Angiò, approfondirà gli studi poetici e si accompagnerà a scrittori e autori dell’epoca. E la passione per la lettura, quella non verrà mai meno. Anzi, è in quegli anni che il Boccaccio si dedicherà ad essa con intensità e rigore.

La città comparirà spesso nelle opere del Boccaccio, dal “Filocolo” fino alla sua opera massima, il Decameron, in cui farà sfoggio di sé come sfondo di molte delle novelle dei personaggi del libro, come Donna Fiammetta. Piazza Mercato, il Duomo di Napoli e la Chiesa di Santa Chiara sono solo alcuni dei luoghi che i personaggi si ritroveranno, infatti, ad attraversare. 

Chi è la Donna Fiammetta amata da Boccaccio?

Secondo l’enciclopedia Treccani, la rappresentazione di tale Donna Fiammetta nelle varie opere del Boccaccio viene certamente da un’esperienza autobiografica. Nello specifico, l’incontro con la stessa sarebbe raccontato in “Filocolo”. È con lo sfondo della basilica di San Lorenzo Maggiore, nel quartiere di San Gaetano, che avviene il primo scambio di sguardi tra i due. Un tremore, dapprima inspiegabile, si impadronirà del Boccaccio, che si renderà poi conto di essersi innamorato, irrimediabilmente. 

Secondo alcune teorie, Donna Fiammetta potrebbe essere lo pseudonimo scelto dal Boccaccio per Maria d’Aquino, una delle figlie illegittime del re Roberto d’Angiò. Sarebbe stata sposata al conte d’Aquino e avrebbe fatto attivamente parte della vita di corte. Tuttavia, ad oggi, non esistono prove documentate che tale Maria sia realmente esistita. 

Volendo comunque ricostruire la loro probabile storia d’amore, possiamo notare come il personaggio venga per l’appunto affrontato nei già citati Decameron e Filocolo, ma anche nel Filostrato e nell’Amorosa visione. Donna Fiammetta è anche la protagonista del romanzo “Eligia di Madonna Fiammetta”, in cui però troviamo una curiosa inversione. In questo romanzo, infatti, non è l’amato a struggersi per lei, bensì Donna Fiammetta, in quanto tradita. Un po’ come se il Boccaccio avesse voluto esorcizzare, dopo molti anni, quest’amore che, come descritto in altre opere, si è visto finire dopo una perdita d’interesse da parte di lei. In “Eligia a Madonna Fiammetta” è invece l’uomo a tradire, a perdere interesse. 

Se questa è stata una sorta di “vendetta letteraria” da parte del Boccaccio è ovviamente solo un’ipotesi. Ma è certo che nella sua vita è esistita una donna, e un amore, capace di segnarlo suo malgrado. Talmente tanto da creare un mito su cui ancora oggi si interrogano esperti e biografi. 

 

 

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