Si chiama Donna Marianna, meglio nota come ‘a capa ‘e Napule, ed è una misteriosa scultura spettatrice degli eventi della storia partenopea.
Rinvenuta attorno al 1594 nell’Anticaglia, zona del Decumano superiore di Napoli, questa grande testa di donna in marmo è stata per molto tempo considerata una raffigurazione della sirena Partenope, simbolo per eccellenza della città. Secondo la ricostruzione più accreditata invece, donna Marianna sarebbe una statua dedicata ad Afrodite, dea della bellezza e dell’amore, originariamente collocata all’interno di un tempio pagano nel cuore del centro storico.

Dubbi sussistono anche sulle origini del nome: né Partenope, né Afrodite ma… Marianna. Gli studiosi ritengono che il nome le sia stato attribuito nel 1799, durante la Rivoluzione napoletana, proprio con riferimento alla Marianne francese, rappresentazione allegorica della libertà, dell’uguaglianza e della fratellanza, valori che ispirarono i moti rivoltosi di quegli anni.
Al di là della sua incerta provenienza e del suo significato, la statua ha poi assunto una grande importanza per il popolo napoletano, tanto che nei secoli successivi al ritrovamento tutti iniziarono a confidarle segreti, preoccupazioni e pensieri e si diceva che avesse doni di preveggenza e che parlasse.

Storia di danneggiamenti e… restauri
Ma se da un lato Donna Marianna era destinataria delle attenzioni e delle cure dei napoletani, dall’altro era esposta ai disordini, ai colpi e ai danni di una vita in strada.
Nel 1647 infatti, tra i tumulti popolari della rivolta di Masaniello, il naso della statua fu distrutto, poi riparato alla buona dai napoletani stessi, e solo nel 1879 ricostruito a spese di un cittadino facoltoso e affezionato. Secoli dopo poi, durante la Seconda guerra mondiale, ‘a capa ‘e Napule fu nuovamente lesionata dai bombardamenti e dagli spari che ne cancellarono i tratti distintivi. Così, dopo un accurato restauro nel 1961, essa trovò posto nel Museo Filangieri, al riparo dai pericoli della strada ma anche lontana dalle voci e dal calore che l’avevano sempre circondata.

Così oggi, dopo esser stata non solo testimone ma anche compartecipe della storia di Napoli assieme ai suoi cittadini, Donna Marianna continua a vegliare sulle sorti della città ma da una posizione privilegiata, in un luogo degno della sua storia e del suo valore: Palazzo San Giacomo.


