martedì, 22 Set, 2020 Espresso napoletano

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“Due Secoli dopo”, la mostra fotografica di Federica Gioffredi al Maschio Angioino

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Un appassionato racconto fotografico, che ripercorre le tappe del viaggio da Napoli a Martina Franca della duchessa di Martina Francesca Giudice Caracciolo, con pause di riflessione e fresche istantanee figurative. Federica Gioffredi inaugura in città mercoledì 6 febbraio alle 17 nella Sala Vesevi del Maschio Angioino la mostra “Due Secoli dopo”, dedicata all’avventuroso cammino intrapreso il 21 marzo 1832 dalla nobile napoletana.

Federica Gioffredi

Alla sua terza tappa (dopo Martina Franca e Roma), la mostra si dipana in cinque sezioni ed è ospitata al Maschio Angioino fino al 10 marzo.

Tracce di uomini e di gesti, di storia e di territorio, racconti di luoghi, anfratti e riflessi, pezzi di città, di mestieri, di architetture, di natura e di tradizione, chilometri di luce, di cieli, di chiaroscuri e di prospettive nei colori saturi di bianchi e nero, corposi e incisivi. Il percorso artistico fotografico rimanda al viaggio nell’800 dalla duchessa figlia di Francesco Principe di Cellamare e Duca di Gesso. Un’avventura affascinante iniziata da Napoli fino alla masseria di Casalrotto di Mottola, ben descritta in una documentazione emersa che riporta in maniera dettagliata il denaro speso e tutto quello che è servito per affrontare il lunghissimo viaggio.

Federica Gioffredi - incappucciati

Tra carrozze, cavalli, cani e servitori al seguito, il racconto è oggi un’importante testimonianza dell’immenso patrimonio storico dell’Archivio Caracciolo del Sangro. Custodito nel tempo presso la biblioteca di Martina Franca, è stato per Federica Gioffredi fonte e spunto per rendere le emozioni visive di allora negli scatti di oggi attraverso le immutate bellezze dei luoghi, esprimendo con occhio contemporaneo un Sud incantevole. L’artista descrive quelle istantanee con essenzialità e “imprecisione” visionaria, come iniezioni subliminali tra umanità, passione e vicenda storica.

Federica Gioffredi è fotografa da dieci anni ed è membro del comitato scientifico fotografico del MIACE, il Museo Civico di Arte Contemporanea Internazionale Euro-Mediterraneo della Città di Castel Volturno.

 

Letterata per formazione. Giornalista per vocazione. Scrivo di teatro perché è magia e immaginazione, rimedio e cura. Perché quello che accade dietro il sipario mi sembra più vero di quello che c'è fuori.