Enrico Ianniello, da “Un passo dal cielo” alle scuole del territorio vesuviano: intervista all’attore e scrittore

Enrico Ianniello
Enrico Ianniello

Per le scuole del territorio vesuviano, i programmi di promozione alla lettura, proposti dall’associazione I Colori della Poesia sono un appuntamento fisso, ma quando l’ospite è un attore, regista e autore Feltrinelli, del calibro di Enrico Ianniello le cose prendono ben tutt’altra piega.

L’attore, che ha già partecipato agli incontri letterari dell’associazione, è voltato da Barcellona (dove risiede da molti anni) a Napoli, per accogliere l’invito di Annamaria Pianese – presidente dell’associazione I Colori della Poesia – e per mantenere una promessa fatta ai suoi giovani lettori durante uno degli ultimi incontri a distanza.

Enrico Ianniello

L’incontro

Enrico Ianniello ha fatto visita all’Istituto Giancarlo Siani di Casalnuovo di Napoli e al liceo Vittorio Imbriani di Pomigliano d’Arco, sottoponendosi con simpatica disponibilità alle domande degli studenti, in merito al suo ultimo libro “Alfredino laggiù” edito da Feltrinelli. E tra le curiosità dei giovani lettori è nata l’opportunità di rivolgere al noto attore una breve intervista, che ha messo subito in risalto – oltre alla sua simpatica ironia – la profonda umanità che lo contraddistingue.

Infatti, alla domanda del perché, da campano purosangue, abbia scelto di vivere in Spagna; pur venendo molto spesso in Italia per girare film e serie TV di grande successo, Enrico ha risposto, con disarmante naturalezza: “È il desiderio di essere al fianco dei miei figli che vivono lì. Non sarebbe stato concepibile, per me, non essere una presenza costante nella loro vita; dal momento che prima di essere un uomo di spettacolo, un artista, sono un padre.”

Il rapporto con il cinema

Proseguendo, con le  domande e curiosità in merito al suo lavoro, Enrico Ianniello ha raccontato le tappe più significative della sua brillante carriera:  ricordando la sua giovinezza, quando era diviso tra la scuola e il lavoro (per dare una mano nel bar dei suoi genitori); al crescente desiderio di allontanarsi dai modelli negativi del tempo;  alla sua voglia di recitare, all’ammissione alla Bottega Teatrale di Vittorio Gassman di Firenze; alle prime esperienze di lavoro, fino alla recitazioni con i grandi nomi del cinema, quali: Nicoletta Braschi, Nanni Moretti nel film Habemus Papam, al regista sudcoreano Ryoo Seung-wan, ad Alessandro Siani nel film Il giorno più bello del mondo; o con Tony Servillo, con cui ha stretto un sincero legame di amicizia.

“Tony è un grande amico, è stato anche un grande maestro, ma la sua presenza ha iniziato a permeare la mia vita al punto che, invitandolo a casa per cena, mi preoccupavo solo di preparare i piatti napoletani alla sua maniera preferita” ha risposto così, sorridendo Ianniello, all’invito di raccontare qualche aneddoto che riguardasse il suo rapporto con il grande attore napoletano.

Ma, nel corso della nostra chiacchierata, non sono mancati gli apprezzamenti a Terence Hill, idolo di molte generazioni, con cui Enrico ha condiviso le prime edizioni della fortunata serie TV “Un passo dal cielo, giunta alla sesta edizione con l’interpretazione dello stesso Enrico Ianniello nelle vesti del commissario Nappi. Eppure, malgrado la notorietà del cinema, si scopre spesso che l’amore viscerale dei veri attori è il teatro. Enrico Ianniello si è soffermato parlandoci della grande magia del palcoscenico, delle sue esperienze di regista e attore di teatro con Paolo Sorrentino e Giuseppe Montesano.  

Enrico Ianniello tra teatro e scrittura

“In teatro si vede l’attore” ha detto Enrico, “sul palcoscenico si è a contatto diretto con il pubblico, non si può commettere nessun errore. Sia la narrazione della storia, che l’espressività dell’interpretazione sono un flusso continuo che non può essere interrotto da pause o dai ciack del regista. Al teatro c’è solo il pubblico, l’attore e la sua arte. Niente altro.”

Del resto anche l’attività teatrale di Enrico Ianniello è molto intensa, sia in Italia che in Spagna, dove non solo recita, ma traduce dal catalano e dallo spagnolo all’italiano, libri e sceneggiature portando avanti un talento artistico che sembra non avere barriere.

Difatti, il suo romanzo d’esordio  “La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin” (edito da Feltrinelli 2015) ha vinto il Campiello Opera prima, e il libro “La compagnia delle illusioni”, incluso  l’ultimo romanzo “Alfredino laggiù”, hanno contribuito ad accrescere l’apprezzamento dei lettori anche nei riguardi di Enrico Ianniello scrittore, così alla domanda se meditasse di dedicarsi solo alla scrittura, ironicamente ha risposto:

“Se volessi dare ragione alla mia carriera dovrei dire che il mio lavoro è l’attore, lo faccio da quando avevo circa diciassette anni. L’invito a scrivere mi è stato rivolto da una persona che lavorava nel mondo dell’editoria, quasi per gioco, per provare. Mi ha detto, tu scrivi bene dovresti tentare con i romanzi, alcuni anni fa, ma nulla di paragonabile al mestiere di attore. Al momento quindi non credo di fare lo scrittore a tempo pieno, forse in futuro.”

Eppure, noi crediamo che per uno come Enrico Ianniello, il futuro da scrittore sia già qui, insieme alla sua straordinaria maschera d’attore.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on telegram

La nostra rivista
La nostra
rivista
L’Espresso Napoletano diffonde quella Napoli ricca di storia, cultura, misteri, gioia e tradizione che rendono la città speciale e unico al mondo!

SCELTI PER TE