Enzo Cannavale: 6 curiosità sulla vita dell’attore di Eduardo

Enzo Cannavale
Enzo Cannavale
Cannavale in un frame di "32 dicembre" di Luciano De Crescenzo

Sei curiosità su Enzo Cannavale, uno degli attori simbolo del cinema e del teatro napoletano.

Undici anni fa ci lasciava l’attore Cannavale, uno dei volti più iconici del cinema e del teatro napoletano del ‘900.

Con oltre 100 film e partecipazioni teatrali, la carriera è stata costellata di collaborazioni con nomi quali Troisi, Salemme, De Crescenzo, senza contare Eduardo De Filippo, che lo scoprì e ne lanciò la carriera. Una carriera che l’ha visto sempre partecipe fino a quando, il 18 marzo 2011, ci lascia poco prima di compiere 83 anni. Ecco dunque, in ricordo, sei curiosità sulla vita di Enzo Cannavale. 

Da semplice impiegato ad attore

Era il 1958 quando, appena trentenne, Enzo Cannavale decise di tentare un provino per il teatro di Eduardo, dopo aver visto un annuncio pubblicitario su “Il Giornale”. Spinto dall’amico e attore Giuseppe Anatrelli, tenta il provino senza sapere che dietro le quinte, ad osservarlo, c’era proprio Eduardo. Dopo parecchi giorni dall’audizione, convinto di non essere più richiamato, ricevette una lettera di convocazione per un ulteriore audizione con lo stesso De Filippo. Così, da impiegato delle poste (anche se alcune fonti lo vedono come impiegato all’Ospedale Militare di Napoli) divenne attore teatrale e, appena un anno dopo girò insieme allo stesso Eduardo il film “Sogno di una notte di mezza sbornia”, il primo di molti. 

Non solo piccoli ruoli

Enzo Cannavale al cinema ha spesso ricoperto ruoli minori, ma non per questo di meno valore. Il suo talento lo portò a recitare al fianco di Totò, di Sophia Loren, Massimo Troisi. Nel 1988 recita in 31 dicembre di Luciano De Crescenzo, nel ruolo del padre di famiglia Alfonso Caputo, che gli valse il Nastro d’argento al migliore attore non protagonista. 

Scaramantico il giusto

Il motto di Enzo Cannavale era “non è vero, ma ci credo” riferito alla scaramanzia che da sempre contraddistinguono Napoli e il Sud. Il figlio Andrea ha rivelato che conosceva tutti i classici riti anti-malocchio, ma era anche fissato col suo studio, a cui a chiunque era vietato l’ingresso. 

Film preferito, attrice preferita

Sembra che il film preferito da Cannavale fosse “Nuovo Cinema Paradiso” di Tornatore. Ai figli raccontava come, anche solo girando qualche scena, si fosse rese conto che la pellicola sarebbe stata un capolavoro assoluto. Ma aveva una, anzi due preferenze per quanto riguarda le attrici con cui ha recitato: Edwige Fenech, descritta come una donna eccezionale e tuttavia umile e modesta; Sophia Loren, tanto rigorosa da essere sempre la prima ad arrivare sul set di “Sabato, domenica e lunedì” di De Angelis. 

Il museo-archivio

Non tutti forse sanno che a Napoli è presente uno speciale museo che conserva documenti memorabili, come la sceneggiatura di “Nuovo cinema Paradiso” e “Pacco, doppio pacco e contropaccotto” e gli script della commedia sexy anni ’70, in cui Cannavale ha recitato. Ma anche copioni teatrali, libri antichi e raccolte fotografiche. Si chiama “Libreria del cinema e del teatro Napoli”. Inaugurata nel 2017, si trova nelle sale sotterranee della Ron Film, società dei figli di Cannavale (Andrea, Alessandro e Gabriella, insieme alla mamma Barbara). Un vero e proprio archivio di inestimabile valore per la storia del cinema, in special modo quello napoletano. 

Enzo Cannavale e l’ultima, memorabile intervista

Nel febbraio del 2011, rilascia un’intervista riportata da Libero Quotidiano. Possiamo quasi considerarla come un’ultima performance, vista l’ironia che la contraddistingue. Alla domanda se gli amici lo andassero ancora a trovare rispose: “no, ma non perché non vogliono: perché non ce stannò cchiu’! Sono morti.” Ricorda Eduardo, e il suo talento persuasivo nel far capire tutto in un attimo: “per spiegare le parti le interpretava tutte, anche quelle femminili.” Alla scelta tra teatro e cinema, non ha alcun dubbio: “troppo facile. Scelgo il teatro, il mio grande amore”. 

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