giovedì, 03 Dic, 2020 Espresso napoletano

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Enzo Gragnaniello sul palcoscenico di Estate a Corte con “Radici”

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La musica d’autore e il ritmo folk mediterraneo trovano dimora nei Quartieri Spagnoli. “ESTATE a CORTE”, la rassegna che fino al 24 agosto si terrà nella Corte dell’Arte di Foqus, apre la braccia alle canzoni. Quelle sensibili, raffinate, energetiche e popolari composte da Enzo Gragnaniello, che stasera, alle 21, sarà in sala a presentare il documentario Radici di cui è protagonista. Un ritratto intimo e appassionato, con la regia di Carlo Luglio, che porta il suono e la ricerca artistica dello chansonnier napoletano a mimetizzarsi e interagire con le irripetibili location del territorio. Strade, cieli, antichi monumenti e paesaggi.

Ondeggiando tra la Solfatara, il Tempio di Mercurio, la Piscina Mirabilis, il Parco archeologico del Pausilypon e l’Antro della Sibilla Cumana, il canto di Gragnaniello è vento e polvere, afrore e natura. Storia, filosofia, magia.

“Mi entusiasma l’idea che questa proiezione porti il mio racconto proprio nel mio quartiere”, commenta grato Enzo Gragnaniello. “Non so se verranno coloro che abitano proprio a ridosso di Foqus. Se dovessero esserci i miei vicini sarà importante scoprire le loro radici. Che sono profondamente comuni alle mie, va detto. Magari vedendo il film si può entrare maggiormente nella mia dimensione artistica. Il lavoro di Carlo Luglio esprime tutto ciò. Come dico le cose, come le penso e le manifesto. Nel film non faccio l’attore: interpreto me stesso. Sono me stesso. Lascio emergere l’essenziale, senza abbindolare il pubblico. Così faccio anche nei concerti. Radici, con cui siamo stati alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2011, l’ho vissuto improvvisando sul set. Il regista ha scelto location esoteriche e primordiali, che assecondano il mio modo di scrivere e cantare. Ne viene fuori un ritratto interiore”.

Al termine della proiezione, Enzo Gragnaniello si esibirà con voce e chitarra in alcuni suoi classici. C’è da credere che nascerà all’istante una jam con il tellurico Tony Cercola, che spesso ha condiviso le avventure del poeta.

In copertina una scena di “Radici”. Immagine concessa dall’ufficio stampa di ESTATE a CORTE Gianni Valentino.

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