martedì, 22 Set, 2020 Espresso napoletano

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Giornata di studi sull’arte dell’Italia meridionale, nel segno di Previtali

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Giovedì 31 gennaio, la Sala del Capitolo del Complesso di San Domenico Maggiore sarà la cornice di una giornata di studi sull’arte meridionale dedicata alla memoria di Giovanni Previtali, docente di storia della critica dell’arte e di storia dell’arte medievale e moderna presso le Università di Messina, Siena e Napoli. L’iniziativa è stata promossa dal “Centro Studi sulla Civiltà artistica dell’Italia meridionale”, associazione che riunisce oltre 150 studiosi, direttori di musei, funzionari ministeriali, docenti e studenti, di cui è presidente Francesco Abbate, con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli.

previtali

Nel 1983 la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Napoli chiamava Privitali a ricoprire la cattedra di Storia dell’arte medievale e moderna. Un riconosci­mento all’attività ‘meridionalista’ di Previtali, iniziata con il rinvenimento dei frammenti di Tanzio da Varallo nella Sala Capito­lare di Santa Restituta a Napoli («Parago­ne», 229, 1969), continuata con i contri­buti apparsi nella Storia di Napoli (1972), scritti insieme all’amico e condiscepolo, Francesco Abbate, e nel saggio su Teodoro d’Errico («Prospettiva», 5, 1975), culminati infine ne La pittura del Cinquecento a Napoli e nel vicereame (Einaudi, Torino 1978). Scritti nei quali Previtali segnalò l’inaccettabile situazione di degrado e incuria in cui versavano molte opere d’arte di tutta l’Italia meridionale, anche a causa di quella condizione di subalternità degli studi storico-artistici nei confronti dell’Arte delle regioni centro-settentrionali. Veniva denunciata così per la prima volta l’esistenza, anche nell’ambito della storia e della tutela artistica, di una “questione meridionale”.  

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A Napoli Previtali entrò nel Comitato scientifico di “Napoli ’99” e progettò la mostra su An­drea da Salerno, tenutasi nella Certosa di Padula nel 1986. Furono però anni di attività rivolta soprattutto ai propri allievi, a cui assegnò delle sperimentali tesi di laurea sugli argomenti dei suoi studi e con i quali progettava una riedizione delle Vite del De Dominici. La malattia, scoperta agli inizi del 1987, e la morte nel febbraio dell’anno successivo impedirono la realizzazione di questo e di altri progetti che la sua fervida mente non smise mai di ideare.

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Pur uniti da un’unica ‘prospettiva’ d’indagine – la storia dell’arte in Italia meridionale – i diversi interventi sono stati suddivisi in 4 sessioni, ognuna delle quali dedicata a un tema di studio affrontato da Previtali e moderata da una figura che delle ricerche su quel tema ne è stato erede e continuatore: la pittura del ’500 nel Viceregno di Napoli, le espressioni artistiche delle diverse realtà meridionali, la scultura, Previtali e l’arte meridionale.

Per informazioni e comunicazioni:
Centro Studi sulla Civiltà Artistica dell’Italia Meridionale “Giovanni Previtali” – e-mail: segreteria.previtali@gmail.com   uff.stampaprevitali@gmail.com – tel.: 3425167983 – www.centrostudiprevitali.com.

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