Giuseppe Mazzini: la vita del fondatore dell’Unità d’Italia

Giuseppe Mazzini
Giuseppe Mazzini
©enzodeber/123RF.COM

Il busto di Giuseppe Mazzini ci ricorda uno dei fondatori dell’Unità coi suoi ideali di libertà, democrazia e patria. 

Napoli è stata definita dalla BBC come la città con “troppa storia da gestire”. Che la si attraversi da turista o da cittadino, ogni angolo sembra quasi congestionato dalla quantità di monumenti e luoghi di interesse che riesce a conservare. E spesso, troppo rapiti dall’andirivieni quotidiano o dai monumenti più blasonati, finiamo solo per sfiorare frammenti importanti della nostra storia. È il caso del busto presente su via Vittorio Emanuele III raffigurante Giuseppe Mazzini. Come si può leggere dalla targa posta al di sotto della colonna che sorregge il busto, è riconosciuto come artefice dell’Unità d’Italia. 

Dove e quando

Il busto è stato posizionato lì dal comune nel 2005, in occasione del bicentenario della sua nascita. E proprio in questi giorni, più precisamente il 10 marzo 2022, ricorrerà il 150° anniversario dalla morte del pensatore, politico e patriota Giuseppe Mazzini. Le cui idee sono state, tra l’altro, alla base della creazione della nostra Costituzione nel 1948. Tutto questo non si direbbe guardando il luogo in cui è stato posizionato il busto, all’incrocio di via Vittorio. Monumento che passa, per l’appunto, spesso inosservato nella fretta di attraversare la strada. Anche per questo, e per commemorarne l’anniversario, vogliamo riportare il pensiero, le gesta e il destino del Mazzini. 

Giuseppe Mazzini: fuori dal proprio tempo

Mazzini potrebbe essere definito, in estrema sintesi, come un uomo nato fuori dal tempo. Concetti come democrazia e di Europa unita, oggi così attuali e sentiti, vennero portati avanti dal Mazzini quando la Monarchia ancora era restia dal lasciare il potere del nostro Paese. Quando il vecchio continente era animato dall’insorgere dei principi nazionalisti.

Il Mazzini tentò di usare come principale mezzo di diffusione dei suoi principi le pubblicazioni epistolari e librarie, nell’intento di scuotere le coscienze del popolo. Questo senza però tener conto del massiccio analfabetismo che ancora imperversava. 

Se fosse vissuto oggi, probabilmente avrebbe avuto più seguito che nel ‘800, dove le sue idee (giudicate irrealistiche a livello politico) lo portarono ad essere abbandonato anche dai suoi più stretti seguaci. 

La sua storia

Nato a Genova nel 22 giugno del 1805, ha iniziato a sviluppare le sue idee dopo i tentativi di insurrezione ai regimi assolutisti del 1820/21. Anche per questo, mentre continuava i suoi studi in legge, ha intrapreso il lavoro di giornalista scrivendo saggi (come “Dell’amor patrio di Dante” del 1826). Si è poi inserito attivamente nella vita politica fondando, nel 1831, l’associazione “Giovane Italia” che aveva come obiettivo l’unione degli stati italiani in una Repubblica. 

Per le sue idee, Giuseppe Mazzini è stato perseguitato, esiliato e incarcerato più volte durante la sua vita, ma questo non fermò il suo impegno politico. Vinse infatti per tre volte le elezioni a Firenze nel 1866, come deputato del nuovo parlamento, nonostante il suo esilio a Londra e la mancata campagna elettorale. Incarico che alla fine rifiutò in quanto non voleva appoggiare lo Statuto Albertino. Ha però appoggiato la spedizione dei Mille di Garibaldi e, nonostante la sua dipartita nel 1872 (a Pisa, dove abitò sotto falso nome per via dell’esilio), le sue idee continuarono ad essere appoggiate, tanto da essere usate come base per la nascita del Partito Repubblicano italiano nel 1895. 

I suoi ideali 

Il pensiero politico del Mazzini si potrebbe condensare nei motti “Dio e popolo”, “Unità e Repubblica”, “Pensiero e azione”. Era nel popolo che si manifestava, secondo Mazzini, la vera volontà di Dio. Per questo il popolo era fondamentalmente libero e della libertà aveva diritto, da perpetuare e riconquistare anche attraverso la rivoluzione. Per il progresso e l’esistenza di una Nazione nel mondo moderno, l’unica strada perseguibile era appunto l’Unità. La cui forma legittima di governo era da rivedersi nella Repubblica. 

Conoscere fa la differenza

Se c’è un motivo per cui diamo nomi di personaggi illustri alle nostre strade e disseminiamo statue e busti delle loro fattezze per le nostre città, quello dovrebbe essere risvegliare la memoria comune delle loro gesta e del loro pensiero. Per quanto questo non è che un piccolo stralcio di ciò che è stata la vita di Giuseppe Mazzini, può aiutarci a ricordarne gli ideali che hanno portato il nostro Paese ad essere quello che è oggi. Per questo, ogni volta che attraverseremo via Vittorio Emanuele III, potremo concedere più di un attimo nell’osservare il busto di Mazzini, ricordando quegli ideali di unità e patria che, oggi come allora, vanno protetti e portati avanti. 

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