lunedì, 28 Set, 2020 Espresso napoletano

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I 33 Quaderni mistici di Caroline Peyron alla Certosa di San Martino

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Cielo, 33 quaderni mistici, è l’ultimo ultimo progetto di Caroline Peyron che oggi alle 17.00 sarà inaugurato nel Refettorio dell’affascinante Certosa di San Martino di Napoli. In mostra 33 quaderni d’arte dedicati ai più noti testi della letteratura mistica.

mostra Caroline Peyron-museo di  san martino

Artista francese, innamorata di Napoli, Caroline Peyron inizia la sua avventura artistica partenopea, con una serie di eventi concepiti secondo un itinerario espositivo indipendente dal consolidato circuito delle gallerie, distante da tendenze privilegiate se non quelle di promuovere dialogo, scambio culturale, riflessione, studio filologico e introiezione psicologica, di cui è intriso il suo percorso artistico, condotto attraverso il disegno, la pittura e la fotografia. Sorretta da quello che è stato definito il piacere della constatazione, la Peyron indugia su dati, fonti e suggestioni che riscrive e mette in scena nei suoi allestimenti. Ciascuna fase della sua ricerca si riallaccia alle precedenti, con continue variazioni o trasmigrazioni che generano, di volta in volta, una nuova compagine. A tal proposito si collocano, fra i tanti, progetti quali Bruciare l’Eneide? (2006) all’Institute Francais de Naples, sul tema dell’incompiutezza dell’opera d’arte, la distruzione attraverso il fuoco, il misticismo; Ai margini (2011) al Castel dell’Ovo, sulle nostre ossessioni inconsce o Artisti in Vetrina (2012) presso la bottega di Gino Ramaglia, a due passi dall’Accademia di Belle Arti, dove Caroline Peyron esibisce in silenzio se stessa mentre dipinge e disegna.

 mostra Caroline Peyron-museo di  san martino

Con quest’ultimo suo lavoro, Cielo, 33 quaderni mistici, attraverso i versi di 33 tra i più noti testi della letteratura mistica – dal Cantico dei cantici di Salomone, al Libro della mia vita di Teresa D’Ávila, ai Discorsi sulla pittura del monaco Zucca Amara di Shitao, passando per Juan de la Cruz, Fleur Jaeggy, Lao Tze, Dionigi l’Areopagita – la Peyron tesse un ordito ideale fatto di ricordi, di memorie e passioni. Una trama simile a un mosaico sparso in cui le pulsioni oniriche e le tensioni affettive interiorizzate dall’artista, sono restituite in chiave figurativa “attraversoha scritto la curatricegrafie costruite con inchiostri, parole, ricami e tocchi di acquerello accostati alla matericità delle tele e alla trasparenza di pizzi e veli che certamente dovevano figurare nella ricca biblioteca dei monaci ed essere tra le fonti importanti delle loro meditazioni”. I suoi taccuini divengono sequenze decorate di confessioni cifrate, di immagini in cui elementi linguistici e elementi poetici si fondono nell’idea stessa di lavoro artistico: “Mi salvo col mio lavoroci spiega sono fortunata di poter fare queste cose, danno un senso alla mia vita, il senso non è sempre chiaro ogni mattina quando mi sveglio: ho questi progetti sui quali lavoro che mi rintracciano”. I colori di Caroline Peyron sono il rosso, il nero e il bianco, il giallo e i segni spesso solo brevi graffi su fogli stesi ad asciugare che chiedono solo d’esser visti “come accade per la lettera rubata del racconto di E. A. Poe, cui fa riferimento Lacan, una la lettera che tutti cercano e nessuno vede, eppure la sua evidenza salta agli occhi”.

4.mostra Caroline Peyron-museo di  san martino

La mostra è visitabile secondo un calendario prefissato, che rispetterà la volontà dell’artista di essere sempre presente e condurre gli ospiti in un percorso privilegiato dispiegato in tutto il Museo. Nell’ambito del progetto, dal 24 ottobre si potrà aderire al laboratorio Il cielo da San Martino – promosso dall’Associazione Amici di Capodimonte – disegnando e dipingendo con la Peyron, come nel corso che da cinque anni tiene al Museo di Capodimonte. Il fine? Imparare a vedere e comprendere l’opera che si ha innanzi, senza medium e sovrastrutture ma solo grazie a un foglio, matite e acquerelli. Quest’anno, infine, con il percorso Natura morta: cibo e dintorni nelle opere delle maggiori collezioni museali a Napoli, l’ atelier di Caroline si diffonde anche in altri musei cittadini come il Museo Duca di Martina, la Villa Pignatelli, il Castel Sant’Elmo. Impossibile non accogliere con entusiasmo un programma tanto interessante e inedito.

Caroline Peyron

La mostra sarà aperta nei seguenti giorni di ottobre, con la presenza di Caroline Peyron:

giovedì 1               ore 15-18

sabato 3                ore 15 -18 .30

lunedì 5                ore 15-18

martedì 6              ore 10-13

 

martedì 13            ore  14-17

venerdì 16            ore 15-18;

sabato 17              ore 17-19 – con  letture Valentina Carnelutti;

 

lunedì 19              ore 10 -13

giovedì 22            ore 15-18

sabato 24              laboratorio di disegno Il cielo da San Martino, promosso dall’ Associazione

Amici di Capodimonte, ore  11.30- 13.30   e   ore   16.30 -18.30

giovedì 29            ore 10-18

Storica d’arte, curatrice, giornalista pubblicista, Loredana Troise è laureata con lode in Lettere Moderne, in Scienze dell’Educazione e in Conservazione dei Beni Culturali. Ha collaborato con Istituzioni quali la Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici di Napoli, l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa e l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. A lei è riferito il Dipartimento Arti Visive e la sezione didattica della Fondazione Morra di Napoli (Museo Nitsch / Casa Morra / Associazione Shimamoto / Vigna San Martino), e figura nel Dipartimento di Ricerca del Museo MADRE. È docente di italiano e latino e collabora presso la cattedra di St. dell'Arte contemporanea all'Accademia di BB.AA. di Napoli. Ha pubblicato cataloghi (Rogiosi editore) e contributi/saggi su libri e riviste per importanti case editrici.