L’esposizione I don’t care, I Am invisible indaga la psiche umana tra leggerezza, ironia e memoria
Napoli – Una galleria di abiti dipinti e privati del corpo umano, che continuano tuttavia a incarnare ruoli, emozioni e i grandi archetipi dell’identità femminile. È questo il fulcro concettuale di I don’t care, I Am invisible, la nuova mostra personale dell’artista Claudia Piscitelli, curata da Barbara Crespigni e allestita presso il Museo della Moda di Napoli – Fondazione Mondragone. L’esposizione sarà aperta al pubblico a partire dal 14 maggio 2026 fino alla sua chiusura prevista il 14 settembre.
Il progetto espositivo è animato da un profondo spirito di solidarietà e memoria: è infatti dedicato a Tito Piscitelli, figura che ha dedicato la propria vita a incoraggiare la libera espressione attraverso il teatro tra i bambini e i giovani di Napoli e del Brasile. In suo onore, l’intero ricavato dell’iniziativa sarà devoluto all’Ong Cria, associazione benefica con la quale Tito collaborava attivamente.
Alla conferenza stampa interverranno, oltre all’artista e alla curatrice, esperti e figure istituzionali di rilievo: Giuseppe Merlino, Francesista; Mario Rusciano, Professore Emerito dell’Università Federico II; e Maria d’Elia, Presidente del Museo della Moda di Napoli – Fondazione Mondragone.
Le opere e la visione dell’artista Il percorso espositivo si articola in dieci opere complessive, suddivise in nove grandi tele e un’installazione centrale. I dipinti – intitolati La vedova (the widow), L’amante (the lover), La viaggiatrice (the traveler), Biancaneve (Snowhite), L’amica triste (the sad friend), La sposa (the bride), La narcisista (the narcisist), L’intellettuale (the intellectual) e La bipolare (the bipolar) – culminano nel lavoro tridimensionale L’ipnotista.
Il soggetto pittorico dell’abito “vuoto” è già stato investigato da importanti maestri come Anselm Kiefer – spiega Claudia Piscitelli – ma in questa sede emerge il punto di vista di una donna. Di conseguenza, le emozioni associate ai capi risultano più sottili e autentiche, scaturendo dall’intimo femminile dell’artista stessa.
L’installazione L’ipnotista r
Un dilemma fatto di ribellioni, presunte sottomissioni e vere e proprie fughe nella complessa “danza” dei sentimenti.
Il titolo stesso della mostra, I don’t care, I Am invisible, è una dichiarazione di intenti. L’artista decide di celarsi, divenendo invisibile, per permettere allo spettatore di dialogare esclusivamente con le tele, le quali forniscono la vera chiave interpretativa del progetto. Attraverso la lente dell’ironia e della leggerezza, la Piscitelli crea lavori capaci di essere al contempo seri e gioiosi. Libera così il pubblico dalla pesantezza di sondare le profondità interiori.
Le dichiarazioni delle istituzioni e della curatela:
Ospitare la mostra di Claudia Piscitelli conferma in pieno la nostra missione istituzionale», commenta la Presidente Maria d’Elia. «Vogliamo guardare all’abito non come un semplice costume, ma come un potente strumento di indagine. Nelle opere in mostra, il tessuto si fa linguaggio per esplorare l’analisi individuale e le dinamiche collettive della società. In questa ottica, la moda diviene un percorso di ricerca d’identità che va oltre l’estetica pura, per trasformarsi in memoria e pensiero.
Anche la curatrice Barbara Crespigni pone l’accento sulla forza introspettiva dei lavori:
Claudia sonda le profondità della psiche sdoppiandosi in innumerevoli e possibili personaggi. I vestiti ritratti su tela, così come nei disegni preparatori, non necessitano di un corpo umano: si presentano da soli, alludendo ciascuno a modo suo a dei veri e propri archetipi dello spirito. Parlano indubbiamente dello spirito dell’artista, ma anche, attraverso un gioco sottile, di quello di tutti noi.
L’esposizione resterà aperta ai visitatori per l’intera stagione estiva, concludendosi a settembre.


