I nuovi supermercati h24, moderne “zarellare”

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Ci sono alcune buone ragioni per l’esistenza di un supermercato aperto 24 ore al giorno. Le conoscono i compagni di donne incinte quando alle 2,37 (rigorosamente antimeridiane) affermano “ma io dove te lo trovo ora?”, rispondendo alla puerpera desiderosa magari di budino al caramello. Le buone ragioni di un supermercato aperto 24 ore al giorno le conoscono anche i nottambuli, gli insonni, i lavoratori del buio, ma anche i ragazzini per cui le notti non sono mai abbastanza. Quelli che sciamano con il motorino prima a fare l’aperitivo, poi a mangiare qualcosa, poi in giro, poi in discoteca, poi cornetto, poi “beh passiamo al supermercato a prendere un kinder bueno!”

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A Napoli un tempo c’era la “zarellara”, mitologica figura metà donna metà sedia che gestiva in maniera drammaticamente abusiva una piccola rivendita di generi alimentari, perlopiù “schifezze”, in una casa privata fronte strada. Non aveva orari canonici, semplicemente era aperta finchè aveva voglia, e questa voglia resisteva in genere fino a mezzanotte; d’estate anche oltre. Ne ricordo una al Cavone, da cui risalendo dal centro storico in quelle serate universitarie, ci si fermava a rifornirsi di ogni tipo di cioccolato disponibile.

zarellara

Oggi un supermercato aperto 24 ore al giorno non ritengo sia un azzardo. Ne vedo da anni in America e non ho dubitato mai che a Napoli avrebbe avuto successo. La sera e anche la notte lo vedo infatti sempre pieno. I clienti girovagano senza una reale meta. Quasi nessuno ha esigenze precipue. Gironzolano lasciandosi ingolosire e prendendo poi magari un paio di cose. È il lusso accessibile, un piccolo regalo che in tempi di crisi compiace per assenza di antagonisti. I loro occhi sembrano dire “non ce la faccio quest’anno a prendere la Porsche, mi accontento di una bustina di gommose caramelle gusto cola. No, non ne avrei alcun bisogno, ma dobbiamo pur farci qualche regalo?”. Il supermercato aperto 24 ore al giorno (che nello specifico è il Carrefour di Corso Europa e quello di via Morghen) è una vetrina sul possibile.

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Migliora anche il sonno. Di tutti. Da quando esistono io (e sono sicuro anche voi) siete un po’ più sereni, perché andate a letto in compagnia. Mi spiego: andare a dormire sapendo che in realtà mentre sognate c’è comunque qualcosa di aperto, questo in qualche modo fa sentire meno soli. Pensiamo, rigirandoci tra i guanciali di questi tepori estivi, – in verità così medi da non indurci in tentazione di accendere ancora il condizionatore – che mentre noi sogniamo il Napoli scudettato, un ufficio privo di colleghi molesti, chilometri di semafori verdi, al bancone surgelati c’è un addetto operoso che sposta i tranci di platessa, perché lì accanto al gelato Haagen Dazs proprio non ci possono stare.

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Il supermercato aperto 24 ore al giorno, rileggendo quello che ho scritto e galvanizzandomi non poco, non è semplicemente un locale commerciale: è l’orgoglio del capitalismo, la corazzata del consumo, tutto ciò per cui in una vita si dovrebbe combattere. Un commovente altare all’era in cui viviamo, con buona pace delle zarellare che (sperando non si siano riconvertite alla somministrazione di altri generi di consumo) mestamente guardano ‘o vico deserto e sospirano ricordando i “super santos” che non resistevano appesi 10 minuti al retino, nemmeno la notte, venduti magari per una partita al chiar di luna a piazza Dante… “quelli erano tempi”, questi sono i tempi.

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