giovedì, 09 Lug, 2020 Espresso napoletano

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Il campano Pier Paolo Patti tra i finalisti del premio Paolo VI

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Dieci anni fa, era il 26 giugno 2010, cominciava ufficialmente la storia della “Collezione Paolo VI – arte contemporanea” di Concesio. A tagliare il nastro della nuova sede, a due passi dalla casa natale di Paolo VI, che ereditava la ventennale esperienza della Collezione Arte e Spiritualità nata nel 1988, c’era il Card. Gianfranco Ravasi, già allora Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura. Di strada in un decennio la Collezione ne ha fatta tanta. Nel 2014, ad esempio, è arrivato il riconoscimento di Museo Regionale da parte di Regione Lombardia, comportando per la prima volta la necessità di un orario di apertura ampio e stabile. Da quel momento, una sempre maggiore presenza-riconoscibilità sul territorio e un incremento costante di pubblico: dai 2167 visitatori del 2016 si è passati ai 6216 del 2019, con un incremento percentuale – in soli tre anni – del 187%.

Per festeggiare l’importante traguardo la Collezione Paolo VI propone per questa sera alle 20.30 una videoconferenza con i dieci artisti finalisti della terza edizione (selezionati su 115 partecipanti) del “Premio Paolo VI per l’arte contemporanea”, la cui mostra collettiva – che avrebbe dovuto essere inaugurata il 28 marzo scorso – è stata rinviata, per la ben nota emergenza sanitaria, alla primavera del 2021. Saranno dunque collegati con il museo il gruppo CaCO3 (Giuseppe Donnaloia, Pavlos Mavromatidis e Âniko Ferreira da Silva), Angelica Consoli, Elisabetta Necchio, Nadia Nespoli, Laura Patacchia, Pier Paolo Patti, Massimiliano Pelletti, Teo Pirisi, Giovanni Rossi e Francesco Visentini.

L’iniziativa è dedicata alla memoria di don Pier Virgilio Begni Redona, presidente dell’Associazione Arte e Spiritualità all’epoca della sua inaugurazione, scomparso il 22 marzo scorso all’età di 87 anni. Sacerdote attento e sensibile, importante studioso dell’arte bresciana e del pensiero estetico di Paolo VI.

“Lo sguardo della Collezione è proiettato in avanti. Ci sarà un doveroso ricordo dei dieci anni passati -racconta Paolo Sacchini, direttore del museo – ma anche tanto futuro: per questo motivo si è deciso di coinvolgere i dieci finalisti del “Premio Paolo VI”, ossia artisti per lo più giovani ed emergenti. Durante la serata andremo ad affrontare le diverse sfaccettature che oggi assume il rapporto tra arte e spiritualità: ogni artista, a partire dalla proiezione di una propria opera, infatti illustrerà brevemente il proprio modo di affrontare l’arte e della sua connessione alla sfera della spiritualità, in un dialogo collettivo in cui ci si muoverà tra lavori assai distanti tra loro per tecnica e linguaggio, ma tutti accomunati da una ricerca di assoluto, di infinito, di ineffabile”.

La partecipazione all’evento, che vedrà l’utilizzo della piattaforma Google Meet, è nominale e su prenotazione. Per iscriversi: info@collezionepaolovi.it

In copertina un’opera di Pier Paolo Patti.

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