Le origini del Castello di Sant’Angelo dei Lombardi
La costruzione del castello di Sant’Angelo dei Lombardi, in provincia di Avellino, risale al periodo longobardo, IX-X secolo. Fu edificato nel punto più alto di quello che poi diventerà il nucleo abitato del paese. Secondo la leggenda, fu proprio qui che l’arcangelo Michele apparve alla popolazione longobarda presente, che costruì l’edificio in suo onore. Inizialmente, infatti, il nome del paese era Sant’Angelo dei Longobardi, nome derivato dal suo santo protettore e dai fondatori. Intorno alla metà dell’anno Mille arrivarono i Saraceni dalla Puglia, che saccheggiarono e bruciarono il castello, mentre con l’arrivo dei Normanni, nell’XI secolo, il maniero fu restaurato e ampliato. Nel corso dei secoli, così come un po’ tutti i castelli, subì modifiche e variazioni dettate dalle necessità belliche e dai mutati gusti architettonici.
I feudatari
Numerosi furono i feudatari che si avvicendarono nel possesso del feudo e del castello di Sant’Angelo dei Lombardi. Ci furono i Balvano, poi i Gagliardi, duchi di Montecalvo, Giovanni Zurlo, conte di Potenza, fino ad arrivare al potente Giovanni Caracciolo, conte di Avellino. Quest’ultimo, meglio conosciuto come Sergianni, era divenuto famoso per essere stato l’amante ufficiale della regina Giovanna II di Napoli, nonché suo primo ministro.
Anche con i Caracciolo il castello continuò a trasformarsi, ma subì ancora dei passaggi ad altre importanti famiglie. Fu dei Pignatelli e dei Carafa, fino a giungere nel 1631 al genovese Giovanni Vincenzo Maria Imperiale, i cui discendenti lo tennero fino all’eversione della feudalità. Nel 1718, poi, la famiglia ottenne il titolo principesco sul feudo e così anche il castello, da allora, prese l’appellativo ‘degli Imperiale’. Divenne sempre più una dimora gentilizia, e nel 1851 sembra addirittura che abbia ospitato re Ferdinando II di Borbone, durante il viaggio a Melfi.

Il Castello di Sant’Angelo dei Lombardi in tempi moderni
Il castello, adibito a carcere e tribunale dal 1862, e successivamente solo tribunale, subì danni gravissimi con il sisma del 1980. Crollò il piano superiore, tutta l’ala est e parte del lato meridionale, in quanto anche i precedenti terremoti avevano già arrecato ingenti danni. Tra il 1987 ed il 1992 il Castello di Sant’Angelo dei Lombardi fu acquistato dal Comune e restaurato, per garantirne la sicurezza e il recupero storico e architettonico.
Durante i lavori non mancarono le sorprese, e nei pressi del donjon, la grande e antica torre di difesa, emersero i resti dell’antica cattedrale del paese. Questa era stata inglobata quasi completamente nell’ala sud-ovest del castello. Durante il restauro furono ritrovate monete e anche una mole consistente di reperti in ceramica, vetro, terracotta e pietra. Da qui nacque l’idea, nel 2007, di costituire un Museo dell’Opera del castello che l’anno successivo ebbe anche il riconoscimento di museo d’interesse regionale. Esso, pertanto, raccoglie tutto il materiale rinvenuto durante il restauro, ma custodisce anche un’altra particolarità. Nella sala principale si può ammirare una scala a chiocciola, in pietra, che scende verso il basso per circa venti metri e che costituisce un’importante testimonianza di difesa del periodo svevo-angioino.
Qualche anno fa la raccolta è stata anche ampliata con una mostra-museo permanente sull’emigrazione e sulla civiltà contadina, rendendo ancor più interessante una visita presso il castello.


