Il dinosauro Ciro, il cucciolo di dinosauro napoletano

dinosauro ciro
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Foto di Giovanni Dall'Orto da Wikipedia

Il dinosauro Ciro è il primo dinosauro scoperto in Italia, ha vissuto in quello che oggi è il comune di Pietraroja, in provincia di Benevento, ed è stato capace di conservarsi per più di 110milioni di anni.

La storia di questo del piccolo dinosauro Ciro, soprannominato così dai giornalisti dell’epoca, è assolutamente unica nel suo genere. Ma cosa sappiamo di lui? 

Chi ha scoperto il dinosauro Ciro? 

Fu Giovanni Todesco, veronese, a scoprire il fossile del dinosauro Ciro che, come racconta il veronese nella sua biografia, è sempre stato appassionato di resti fossili. Ritrovatosi nel paese di Pietraroja nel 1980, a quel tempo impegnata nei lavori per la realizzazione della circumvallazione, si rese conto che nella cava della città (utilizzata per estrarre il materiale utile per il fondo stradale), molti pezzi di roccia presentavano pesci fossilizzati. Incuriosito, si mise ad esaminarne qualcuno, fino a quando non si ritrovò tra le mani una lastra particolare. Questa conteneva, forse (all’epoca non ne era ancora sicuro) il fossile di un piccolo dinosauro. 

Aveva ragione. Dopo averlo analizzato, si scoprirà che la lastra conteneva effettivamente un fossile, appartenente alla specie del dinosauro Scipionyx samniticus, un piccolo predatore che ha camminato sulle nostre terre più di 110milioni di anni fa. Verrà poi, simpaticamente, ribattezzato come dinosauro Ciro dalla stampa locale. Ad oggi, è l’unico fossile di questa specie ad essere arrivato fino a noi. 

La scoperta fu strabiliante. Non solo perché si trattava del primo dinosauro scoperto in Italia, ma anche per il suo straordinario stato di conservazione. Il fossile Ciro è l’unico dinosauro al mondo ad essersi fossilizzato mantenendo intatti i propri organi interni. È infatti possibile già notare, ad occhio nudo, una gran quantità di tessuti molli. Questi comprendono legamenti, cartilagini articolari, addirittura tutto l’intestino e fasci muscolari. 

Un dinosauro famoso

Grazie a scoperte recenti, che hanno permesso una sorta di autopsia sul fossile, si è appunto scoperto quanto anche i suoi organi interni si siano ben conservati nel corso dei secoli. Ma sono molti i particolari che sono venuti alla luce. Prima di tutto, il piccolo dinosauro Ciro aveva solo pochi giorni di vita quando è morto per via di un evento naturale, forse un uragano, che mise fine alla sua esistenza. Cosa mangiava il dinosauro Ciro? Incredibilmente, anche i primi pasti si sono conservati nel suo apparato digerente e hanno portato a scoperte significative sulle abitudini alimentari di questa specie. Si nutrivano infatti non solo di carne, ma anche di pesce. È molto probabile che vista la sua giovane età, i genitori provvedessero alla sua alimentazione sminuzzandogli il cibo. Il dinosauro Ciro, nel suo stato di fossile, è lungo 50 centimetri e pesa circa 200 grammi

Proprio per la sua unicità, il fossile Ciro conquisterà la copertina della prestigiosa rivista Nature. Tutt’oggi il sito archeologico di Pietraroja attrae archeologi, paleontologi e appassionati da tutto il mondo. 

Dove è conservato il dinosauro Ciro?

Ciro oggi si trova esattamente dove incontrò il suo destino di fossile, a Pietraroja, nel comune di Benevento. Più precisamente è conservato al Paleolab, un museo multimediale di geologia e paleontologia. Oltre al dinosauro Ciro permette di visionare anche fossili di pesci, coccodrilli e salamandre risalenti all’epoca in cui nella zona era presente una laguna. La visita al museo inizia con uno speciale ascensore “geologico” che, come un teletrasporto, permetterà ai visitatori di ripercorrere le varie poche geologiche che hanno scandito la nostra terra fino ad arrivare al Cretaceo. 

Al momento, come si apprende dal sito internet del Paleolab, il museo è temporaneamente chiuso per interventi di ristrutturazione. Vi consigliamo dunque caldamente di controllarlo per rimanere aggiornati in vista della prossima riapertura. 

Dal lunedì al venerdì accetta visite su prenotazione, mentre il sabato e la domenica è aperto al pubblico dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 17:30. 

 

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