Il titolo Peace is a fire, che rimanda ad una raccolta di aforismi buddisti di Bikshu Sangharakshita, indica la prima mostra personale del duo campano Pennacchio Argentato presso la galleria Acappella di Napoli, diretta da Corrado Folinea, spazio inaugurato nel 2015 che vuole raccontare l’uomo contemporaneo, il suo immaginario, la realtà artistica indipendente seguendo e sostenendo gli artisti nella produzione dei loro progetti, ospitarli in residenza, esporne le opere.
In questo nuovo e interessante progetto, Marisa Argentato (Napoli, 1977) e Pasquale Pennacchio (Caserta, 1979), si confrontano con il nostro periodo storico, caratterizzato da straordinari cambiamenti globali e crisi cruciali come quella economica, finanziaria e umanitaria, attraverso la produzione di un corpus di lavori, dove immagini e testi si sovrappongono dando vita a risultati inaspettati ed inquietanti. Le sculture in resina epossidica presenti in mostra, fra cui quella sospesa al centro della galleria e che dà il nome alla mostra, sono state realizzate attraverso l’ingrandimento e la frammentazione d’immagini di ghiacciai prese dall’archivio Istockphoto, manualmente rimodellate in 3D e trasformate in oggetti fisici con un proprio volume, dimensione e peso. I titoli delle le sculture, in un sottile gioco di slittamenti semantici, rivelano il conflitto esistente tra testi e immagini, in un gioco di irrisolti dualismi.
I due artisti (che hanno studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli e frequentato lo Staedelschule, Frankfurt am Main) lavorano insieme da molti anni, combinando medium come scultura, pittura, stampa digitale. Fra le numerose tematiche esplorate, di particolare importanza quelle che indagano il rapporto fra materia e immagine; i modelli di successo, lusso e potere attualizzati nei loro processi di riscrittura; la serialità di forme e tecniche di produzione e di consumo; l’insistenza sull’esteriorità dell’esperienza e del significato nella rappresentazione contemporanea; la dialettica tra interesse e disinteresse; i contenuti differenti che sintetizzano in forme sfuggenti e inspiegabili: tutti processi che consentono loro di riformulare la realtà attraverso un insieme di elementi e osservazioni che si slegano dal conseguimento di un risultato univoco, per dare vita ad un sistema ricco di suggestioni estetiche.
Le loro icone sono di solito affascinanti frames di algidi manichini che inducono ad una meditazione sulla realtà nella quale i simboli culturali evidentemente artificiali si stemperano in un non sense drammatico e nichilista. Numerosissime le loro esperienze a Napoli, in Italia (Milano,Torino, Venezia, Bologna, Roma) e all’estero (Londra, Berlino, Zurigo, Basilea, Belgrado, Toronto, ecc).
Pennacchio Argentato
Peace is a Fire
31 Marzo – 15 Maggio 2016
galleria Acappella
Via Cappella Vecchia 8
80121 Napoli