Il malocchio. “L’uocchie sicche so’ peggio de scuppetate”!

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Il ‘malocchio’. “L’uocchie sicche so’ peggio de scuppetate”. Formule e riti di guarigione!

Se siete napoletani, vi sarà capitato almeno una volta nella vita, di sentir qualcuno dire:

“secondo me tengo l’uocchie ‘nguollo”.

Ma cosa sono gli ‘occhi addosso‘, e da dove nasce questa credenza popolare? Scopriamolo insieme…

Il malocchio fra religione e superstizione. Le due facce di Napoliil malocchio

Prima di tutto diciamo che Napoli ha due facce: una è quella della religione cattolica, mentre l’altra è quella della superstizione. Queste due dimensioni convivono da oltre duemila anni e talvolta si intrecciano, soprattutto quando parliamo di affascinanti credenze tramandate nel tempo e alle quali siamo spesso tentati di dar ascolto tutt’oggi.

Cos’è il ‘malocchio’

Una di queste credenze, probabilmente la più nota, è quella legata al ‘malocchio‘ o, in termini meno profani
mala sorte‘. Questa espressione è utilizzata quotidianamente e indica una persona affetta da una sorta di
maledizione causata dal semplice sguardo (da cui malocchio) di qualcuno che nutrirebbe un
sentimento di gelosia e/o di invidia nei confronti della persona malcapitata.

Il malocchio può colpire facilmente tutte le sfere della vita di una persona: quella sentimentale,
lavorativa, fino ad arrivare a quella fisica (e noi, da bravi napoletani, sappiamo bene che nella vita si ha
tutto quando ‘si ha la salute’, e non l’amore!).

La superstizione e il malocchio

Cicerone per primo definì la ‘superstizione‘ (perché è di questo che stiamo parlando) come:

“uno stratagemma dell’uomo per avere sotto controllo le avversità della vita quotidiana”

E in effetti chiunque si sia sottoposto a qualunque rito per tenere lontana la malasorte, può dire di aver provato una momentanea sensazione di tranquillità, quasi di sicurezza. La prima testimonianza storica sul malocchio risale al regno di Re Ferdinando IV. Siamo nel 1700 e arriva a corte un certo Andrea De Jorio, archeologo, a far visita al sovrano. Non era solo la fama di abilissimo archeologo a precedere De Jorio, bensì quella di jettatore, cosa che preoccupava profondamente il Re, il quale infatti… morì prematuramente. A quel punto possiamo immaginare molto bene quali siano state le reazioni del popolo napoletano…

Parole segrete e cantilene magiche

“Io te sciovero da capa ô pede,
chi ha fatto male te pozza fa bene,
uocchio, contruocchio, miettancillo a lluocchio,
schiatta diavulo e crepa lluocchio”

Se di malocchio infatti ci si può ‘ammalare’, non temete: perché con questo rito si può anche guarire!
L’antica formula che abbiamo riportato fa parte delle tante cantilene recitate nel corso dei secoli da
alcune donne (per lo più anziane) eredi del dono di saper percepire e soprattutto guarire il
malocchio.

La cantilena viene pronunciata dall’anziana donna della comunità dopo alcune parole segrete, mentre si versa nel frattempo dell’acqua in un piatto e si fa il segno della croce per tre volte sul capo della presunta ‘vittima’ del malocchio. L’anziana ripeterà quindi il medesimo gesto prima su sé stessa e poi sul piatto, ed è a questo punto che avviene il famoso rito dell’olio.

malocchioIl rito dell’olio

Nell’acqua presente nel piatto si versano delle gocce di olio di oliva che galleggiando sulla superficie (l’olio è più leggero dell’acqua) formeranno dei veri e propri ‘occhi’. Se le gocce d’olio si allargano questo significa che la persona ‘malcapitata’ è stata vittima di malocchio. E se addirittura si espandono fino a dissolversi, allora sarà difficile far avvenire la guarigione, perché la maledizione è così vecchia da non poter essere più sciolta.

La ‘guarigione’

Infine, per sciogliere il malocchio, l’olio viene idealmente tagliato con delle forbici e il liquido gettato in un luogo (scelto dall’anziana donna) che non soltanto sia il più possibile lontano da chi è stato sottoposto al rito, ma in cui nessuno camminerà se non a rischio di beccarsi anch’egli il malocchio!

Tutto questo rituale è da ripetere più volte, fino a quando le circonferenze di olio formatesi nel piatto pieno d’acqua non rimarranno minuscole, segno che la ‘guarigione’ è avvenuta. Per i più superstiziosi, il malocchio si può anche prevenire: basta munirsi di un corno (magari più di uno), di un ferro di cavallo o anche di un piccolissimo ciondolo a forma di forbici… In questo modo il malocchio non vi colpirà mai!

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