Le origini del Museo di Luogosano
Il museo della civiltà contadina Museum Arti, Mestieri e Tradizioni Popolari di Luogosano, in provincia di Avellino, è sorto da pochi anni ma la passione di chi lo gestisce è di vecchia data. Vito Ferrante, bravissimo fabbro e artista, ha da anni una grande passione per la civiltà contadina. Da sempre raccoglie ogni sorta di oggetti che riguardino questo settore. Tuttavia, la gran parte del materiale proviene dalla sua stessa famiglia. Tutti gli oggetti esposti, pertanto, hanno per lui un valore particolare. Inizialmente la collezione era custodita in maniera privata, mentre da quasi quindici anni, il Comune gli ha concesso dei locali a titolo gratuito. L’immobile è composto da quattro ambienti, in parte occupati anche dalle sue creazioni. Gli oggetti sono circa mille e sono esposti così come ritrovati, senza abbellimenti o allestimenti di qualsiasi tipo. E tutto questo conferisce maggior valore alla collezione.

Gli oggetti esposti presso il Museo
All’interno del museo si trova un po’ di tutto, dalle valigie di cartone usate dagli emigranti che partivano in cerca di fortuna, alle attrezzature di vari artigiani. Falegnami, con pialle, seghe, lime, raspe. Cestai con il vimini, gli steli e tutte le tipologie di vegetali necessari per le realizzazioni. Un ambiente di cucina con tutte le pentole e le suppellettili, bottiglie, damigiane. Vari tipi di serrature, chiavi, serramenti per infissi, ferri di cavallo. Ovviamente tantissimi attrezzi agricoli, quali falci, zappe, forche, setacci, attrezzature per il vino. Molto belle anche le numerose foto in bianco e nero che ritraggono suggestivi scorci del paese antico o persone di tutte le età e condizioni sociali.

Il Museo di Luogosano nelle spiegazioni del suo creatore
Dice lo stesso Ferrante: “Molti ragazzi non hanno proprio idea della società rurale che caratterizzava i loro avi. La mia generazione è l’ultima ad aver imparato un mestiere. Adesso i giovani studiano tutti ed è difficile che ci sia qualcuno disposto ad imparare un lavoro da artigiano. Il maggior valore degli oggetti esposti è dato proprio dalla rarità che si avviano ad avere, essendo praticamente destinati a scomparire”. Alcuni tentativi di effettuare laboratori di didattica presso le scuole purtroppo non hanno sortito gli effetti sperati. Ma lui è deciso ad insistere e si fa guidare dalla passione, restando a disposizione di chiunque voglia venire a visitare la sua collezione, magari avvisando preventivamente attraverso i social.


