Il percorso storico dell’omeopatia da Napoli a Lione

Forse non tutti lo sanno, ma l’omeopatia ha anche radici napoletane. Questa forma di medicina, basata innanzitutto sul principio di similitudine – secondo il quale una sostanza naturale, diluita, può curare una malattia di un individuo che sia caratterizzata dagli stessi sintomi che la sostanza è in grado di indurre in una persona sana – , è nata in Germania nel XVIII secolo ad opera del medico Samuel Hanhemann, ma Napoli è stata la prima città italiana in cui si è diffusa.

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E proprio da Napoli partì nel 1830 il conte Sebastiano de’ Guidi (nato a Guardia Sanframondi, nel Beneventano) per portare questa forma alternativa di medicina in Francia, precisamente a Lione, e successivamente in Svizzera. A questa interessante figura è dedicato il convegno “L’Omeopatia, da Napoli a Lione” che si terrà sabato 9 aprile, a partire dalle 9,30, appunto a Napoli, presso l’Istituto Francese, nel Palazzo “Le Grenoble”, in via Crispi 86.

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A organizzare l’evento, che si collega alla Giornata mondiale dell’Omeopatia del 10 aprile, è stata Vega Palombi Martorano, past president dell’A.P.O. (Associazione Pazienti Omeopatici), che proprio quest’anno festeggia il venticinquesimo anniversario. Oggi in Italia i pazienti omeopatici sono 11,5 milioni, e come affermano la Martorano e Marisa Certosino, attuale presidente di A.P.O., “i pazienti sono la prova del nove che la medicina omeopatica funziona, curando con efficacia e in maniera incontrovertibile persino i bambini, le piante e gli animali, soggetti sui quali mai si potrebbe parlare di effetto placebo”.

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Relatori del convegno, moderato dalla giornalista Donatella Trotta, saranno il professor Gennaro Rispoli, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Generale dell’Ospedale Ascalesi e del Museo delle Arti Sanitarie e di Storia della Medicina situato all’interno dell’ospedale Incurabili; il dottor Alfredo Lubrano, medico-chirurgo omeopata; e il professor Paolo Bellavite, medico chirurgo, ematologo, e docente di Patologia generale all’Università di Verona.

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Il primo presenterà la figura di Sebastiano de’ Guidi, antenato degli omeopati odierni, mentre il secondo spiegherà i fondamenti della medicina omeopatica, via alternativa alla medicina tradizionale ma comunque via possibile per guarire; il professor Bellavite, infine, fornirà una spiegazione scientifica del funzionamento dei medicinali naturali in alte diluizioni, cercando di rispondere a una domanda ricorrente: “L’Omeopatia è un buon placebo, una vera medicina…o entrambi?”.

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Il convegno di sabato rientra in una serie di iniziative che l’Associazione Pazienti Omeopatici, fondata nel 1991 a Napoli da Maria Teresa Di Lascia, mette in campo per promuovere e divulgare la conoscenza della Medicina Omeopatica, ai fini dell’inclusione delle cure omeopatiche tra le prestazioni rese dal Servizio Sanitario Nazionale.

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