martedì, 20 Apr, 2021 Espresso napoletano

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Il Polo di Scienze Infermieristiche della Federico II tra le Vele di Scampia

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Un progetto ambizioso che ha portato alla creazione di un edificio che ospita 32 Day Hospital e un blocco con due camere operatorie. Non mancano ovviamente aule, studi docenti e un’aula magna da 500 posti. Ma l’attesa è durata anche troppo: tra stop e ritardi sono passati 14 anni dall’accordo siglato tra il comune, la regione e l’università.

Da Scampia un segnale di reazione 

La struttura si occuperà di accogliere 4.000 studenti del territorio e l’ultima sfida è quella di inaugurarla per l’anno accademico 2021/2022. A la Repubblica, il neorettore Matteo Lorito ha espresso come questo sarà un segnale per il Paese che reagisce alla pandemia. Ma non solo: un vero e proprio rilancio per un quartiere, quello di Scampia, finalmente libero di essere una realtà di traino per la città metropolitana.

La struttura

Il polo è stato disegnato dall’architetto Vittorio Gregotti, purtroppo scomparso a marzo, e finanziato per 50 milioni. Un architetto dello studio Gregotti, Augusto Cagnardi, ha raccontato come l’edificio si presenti come un grande cerchio con un vuoto in mezzo e una copertura trasparente, ma tuttavia solido e robusto come una fortezza. Al centro ci sarà una piazza interna con un grande albero che rappresenterà la cultura. Tra le offerte didattiche del Polo ci saranno corsi con alto tasso di occupazione come Scienze infermieristiche e della riabilitazione e una laurea specialistica in nutrizione umana.

La fondatrice del Gridas, Mirella Pignataro, ha commentato la notizia sottolineando il focus del riscatto sociale: “dobbiamo produrre cultura per toglierci di dosso quel marchio in cui si riconoscono le fasce più deboli. Mi auguro però che ci sia un piano che preveda qualcosa per questa università e per i giovani che arriveranno”.