venerdì, 28 Gen, 2022 Espresso napoletano

Storie e bellezze di Napoli on line

Il punto azzurro… sul campionato – Nel segno di Diego

0

Nel segno di Diego l’orchestra del Napoli suona la musica più bella.

Si attendeva di esorcizzare la crisi tecnica dopo gli scivoloni di San Siro e di Mosca e così è stato. Gli infortuni e qualche tentennamento tattico avevano fatto intravedere ombre antiche e già collaudati infausti destini. Oggi si attendeva di capire. Il meglio di Mosca e Milano è rivissuto stasera, con il capolavoro di Spalletti nella cura della testa e la lettura esemplare della gara. Semplicità, equilibrio, determinazione, orgoglio e soprattutto la convinzione che non si poteva e doveva sbagliare. Stasera proprio no. È tornato il Napoli ante Osimhen, quello del palleggio, del fraseggio, degli inserimenti e delle sovrapposizioni. Complice una pessima Lazio, frastornata, assente e forse con problemi di spogliatoio, ma il Napoli ha letto lo spartito per le grandi orchestre, stasera tanto vero quanto inatteso.

I singoli naturalmente da borsa di studio. Lozano ed Insigne bravi da un’area all’altra, Mertens impressionante non per quello che di lui si sa ma per lo smalto mostrato, per i recuperi, per le corse e la rifinitura. Sul campo non proprio adattissimo al suo passo. Leader. Gli interni, protetti da un grande Lobotka (mi scuso con lui per non avergli mai risparmiato sfiducia) hanno agito in assoluta libertà e senza preoccupazioni di sorta. Il polacco in avvio, lo spagnolo nel finale. Ben recuperati entrambi, vanno preservati dalle imminenti fatiche. Meglio non spremerli. Lo slovacco? E chi se l’aspettava? Metronomo, misurato, cerniera, piede pulito persino oltre il palleggio con il vicino di reparto, protettore degli interni e delle retrovie in libera uscita. Kouly da accademia, di taglio mondiale. Di Lorenzo e Rhamani padroni del reparto, Rui liberato da Anderson impalpabile, con passo da regista, ispiratore delle ripartenze e piede vellutato. Ospina semplicemente garante della sicurezza del reparto, per la platea il volo delizioso sulla vole’ del 10 laziale, unica insidia della serata. I grandi portieri non devono mai sonnecchiare, al momento opportuno devono dirsi presenti.

Insomma, una serata che non sarà facile dimenticare. Basta non montarsi la testa e leggere bene Sassuolo che mette seriamente paura. Non è la Lazio borderline, come pure il Milan, oggi decisamente strapazzato, non è certamente l’ultimo della classe. Le Mattonelle somigliano non poco al Napoli e questo dovrebbe bastare per metterci in allarme. Evitiamo di fargliene prendere coscienza.

Foto © Alessandro Garofalo/LaPresse