venerdì, 14 Ago, 2020 Espresso napoletano

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Il Ritratto di Raimondo di Sangro di Francesco De Mura entra nella collezione del Museo

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“Il principe di Sansevero torna finalmente a casa, e stavolta per restarci”. Così Carmine Masucci, amministratore del complesso monumentale del Museo Cappella Sansevero, commenta la nuova acquisizione del Museo. Si tratta del Ritratto di Raimondo di Sangro principe di Sansevero di Francesco De Mura, pittore napoletano tra i maggiori eredi del Solimena, che a partire dal 30 gennaio entrerà a far parte della collezione permanente del più visitato tra i musei della città di Napoli nel 2019.

raimondo di sangro

L’occasione è speciale: il 30 gennaio, infatti, si celebra il 310° anniversario dalla nascita di Raimondo di Sangro. Per la giornata, grazie all’iniziativa “Buon compleanno, principe!”, sono previste tariffe speciali di ingresso (5 euro per gli over 25, 3 euro per i visitatori tra i 10 e i 25 anni); i visitatori saranno inoltre omaggiati di una cartolina raffigurante il ritratto di De Mura stampata per l’occasione.

Con il dipinto di Francesco De Mura, si arricchisce il patrimonio iconografico di una delle figure più misteriose della storia napoletana. I tratti fisionomici e i segni di distinzione sociale – come la fascia rossa e il ricco manto, insegne dell’Ordine di San Gennaro, oppure la corazza da condottiero che ricorda le glorie militari del personaggio, colonnello del Reggimento di Capitanata dal 1743 – hanno permesso la sua identificazione con Raimondo di Sangro, proposta per la prima volta da Katia Fiorentino. 

raimondo di sangro
Il Ritratto di Raimondo di Sangro di Francesco De Mura

Il ritratto, databile intorno al 1750, ci consegna un principe di Sansevero maturo, in atteggiamento fiero e allo stesso tempo gioviale. I colori azzurro e oro dello stemma dei di Sangro si distinguono nel volant sul pettorale, che incornicia la testa leonina. Notevoli le affinità con i due ritratti già noti dell’effigiato, l’incisione ad acquaforte di Ferdinando Vacca e il dipinto su rame di Carlo Amalfi.

La tela è “tra le acquisizioni più notevoli – afferma Giuseppe Porzio – emerse negli ultimi decenni per la pittura di ritratto a Napoli, vertice di eleganza e politezza formale”. “Siamo veramente felici di questa nuova acquisizione del Museo – commenta Fabrizio Masucci, direttore del Museo Cappella Sansevero -. Benché sia ampiamente documentato che la committenza artistica di Raimondo di Sangro andò ben oltre l’ambito della Cappella Sansevero, è assai raro che vengano rivenute opere direttamente legate all’attività mecenatesca del principe”.