giovedì, 16 Set, 2021 Espresso napoletano

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Il Teatro cerca Casa riparte online con una piccola rassegna di teatro da camera

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È di questi giorni la bellissima notizia che dal 26 aprile, in zona gialla riapriranno cinema e teatri. In attesa di poter finalmente tornare a sederci  in platea – e sono già tanti gli eventi di teatro all’aperto programmati in città e in regione per l’estate, segnaliamo un piccola rassegna di teatro online da camera che anticipa questo ritorno. “Il Teatro ritorna a casa” è ideata e diretta da Manlio Santanelli e realizzata dal Teatro cerca Casa in collaborazione con Caracò. I programma quattro i titoli che andranno in diretta streaming sulla piattaforma educativvu.it tutti i venerdì ore 21.00, a partire dal 30 aprile e fino al 21 maggio. Si parte con La Venere dei terremoti di Manlio Santanelli, con Roberto Azzurro: a seguire Junk Solo, recital di Maurizio Capone; e ancora Canto in casa con Caterina Pontrandolfo (voce) e Francesco Paolo Manna (percussioni); infine Mamma. Piccole tragedie Minimali di Annibale Ruccello con Antonella Morea e Vittorio Cataldi (fisarmonica e violino), per la regia di Gerardo D’Andrea.
Il primo appuntamento della rassegna sarà anticipato da un’introduzione del direttore artistico Manlio Santanelli, che con la consueta ironia presenterà il nuovo progetto del Teatro cerca Casa.

A dare il via agli appuntamenti online sulla piattaforma educativvu.it, venerdì 30 aprile, La Venere dei terremoti, spettacolo di successo dell’attore e regista napoletano Roberto Azzurro. Adattando un lungo racconto di Manlio Santanelli edito da Caracò, Azzurro racconta dell’incontro tra il tristanzuolo geometra Luigino Impagliazzo e la procace Fortuna Licenziati – donna del boss del quartiere Sanità – sullo sfondo di una Napoli che, con le sue impervie e affascinanti strade di città vivace e coinvolgente, diventa nella lingua di Santanelli metafora di una donna allo stesso tempo intrigante e pericolosa.

Il 7 maggio si prosegue con Maurizio Capone, fondatore di Capone & BungtBangt, una delle eco band più importanti al mondo. Le canzoni del recital Junk solo esprimono l’amore, l’impegno e il desiderio di creare ponti possibili. Ascoltare come nascono gli strumenti, che da rifiuti si trasformano in oggetti dal suono incredibile, affascina il pubblico attraverso un linguaggio che accoglie, unisce, coinvolge e sorprende.

Il 14 maggio sarà la volta di Canto in casa – Canti sacri, d’amore, di lavoro, di pianto, di festa delle antiche comunità contadine lucane, con Caterina Pontrandolfo (voce) e Francesco Paolo Manna (percussioni). Canto in casa nasce dalla necessità di sperimentare, ripartendo da quel mondo del canto di tradizione orale delle antiche comunità contadine lucane, passando attraverso il loro paesaggio, le piazze, le case.

A chiudere il ciclo di appuntamenti online del Teatro cerca casa, venerdì 21 maggio sarà Antonella Morea, protagonista del testo di Annibale Ruccello Mamma. Piccole tragedie minimali, in scena insieme a Vittorio Cataldi (fisarmonica e violino), con la regia di Gerardo D’Andrea; lo spettacolo si avvale dei costumi di Alessandra Gaudioso. Morea, che, da circa venti anni, porta sul palco il personaggio di Anna Cappelli con costante successo, si confronta ora con Mamma di Ruccello, un testo che è una sorta di paradigma degli orrori che tre figure materne perpetrano nei confronti di figli reali o immaginari. 

Per partecipare agli eventi è necessario prenotarsi attraverso il sito www.educativvu.it/site/ilteatrocercacasa e con un piccolo versamento di 20, 35 o 50 euro, come contributo a sostegno delle attività dell’associazione, sarà possibile accedere alla visione dei quattro spettacoli e a tutti i servizi di Educativvù per un mese.

Un’iniziativa interessante, in attesa di poter godere dal vivo dell’amato teatro che tanto ci manca.

Francesca Saturnino è nata a Napoli nel 1987. Critica teatrale, insegnante e giornalista. Collabora con riviste e giornali nazionali e locali. La sua passione, tra le altre, è scovare storie, mestieri e personaggi di una Napoli antica e desueta e raccontarli per mantenerne viva la memoria.