Il Trianon Viviani “adotta” piazza Calenda

Trianon Viviani
Trianon Viviani

Oggi alle 12 il sindaco Manfredi firmerà la convenzione con cui il Teatro Trianon Viviani “adotta” piazza Vincenzo Calenda.

Il Trianon è uno dei teatri più antichi della città: si trova nel cuore del centro antico, nella zona di Forcella. Oggi, venerdì 30 settembre, alle 12 il sindaco Manfredi firmerà la convenzione con cui il teatro, casa della canzone napoletana diretto da Marisa Laurito e presieduto da Giovanni Pinto, “adotta” piazza Vincenzo Calenda. Partners dell’iniziativa, l’Altra Napoli onlus e l’associazione dei commercianti A’Forcella. La convenzione è un altro tassello che si aggiunge al prezioso lavoro sul territorio mandato avanti dalla Fondazione Trianon Viviani, Gianni Pinto.

La storia del Trianon Viviani

La sala fu fondata in concomitanza allo sviluppo immobiliare post Risanamento. Siamo nella parte più antica di Napoli, area greca e poi romana del quartiere di Forcella. L’8 novembre 1911 fu inaugurato la sala con la fortunata commedia Miseria e Nobiltà di Eduardo Scarpetta, con il passaggio di testimone dall’autore e primo interprete al figlio Vincenzo, che così debutta nel ruolo del protagonista Felice Sciosciammocca. Negli anni successivi vi si alternarono spettacoli di opera, operetta, dramma, commedia e varietà, ospitando tutti i principali artisti della scena teatrale e musicale partenopea del Novecento, da Totò ai De Filippo ai Viviani, Fumo, Maggio, fino a ospitare il debutto sulle scene di Mario Merola.

Nel 1947 Gustavo Cuccurullo lo trasforma nella sala cinematografica Splendore, negli anni ’90 come molti cinema in disuso diventa una sala aluci rosse. Dopo anni di abbandono, il nuovo Trianon è inaugurato il 7 dicembre 2002 con Eden teatro di Raffaele Viviani, nella «riscrittura melodrammatica» e regia di Roberto De Simone. Oggi grazie al lavoro della Fondazione e della direzione artistica di Marisa Laurito, il teatro è un punto di riferimento sul territorio e accoglie progetti e artisti legati alla tradizione della musica e del teatro partenopeo.

La storia di piazza Calenda

Nell’antistante piazza Vincenzo Calenda vi sono alcuni resti della cinta urbica di Neapolis (tra il V e il IV sec. a.C), che la tradizione popolare chiama “‘o cippo a Furcella”. All’interno del teatro è ospitata l’unica torre di guardia ancòra esistente di Neapolis, la torre della Sirena, così battezzata per evocare nel centro antico della città il mito fondativo di Parthenope. La torre si trova a presidio della porta Furcillensis o Herculanensis, e inglobata nella struttura dal costruttore dell’immobile e primo proprietario del teatro, Amadio Salsi.

Il protocollo

Con questo protocollo il Comune affida in adozione alla fondazione teatrale lo spazio urbano di piazza Vincenzo Calenda, con il tratto inferiore di via Salvatore Trinchese, per assicurare, tra l’altro, interventi di pulizia – a integrazione di quelli comunali – e la piantumazione e cura delle fioriere esistenti e di altre da sistemare, nonché la riallocazione dell’ulivo posto in memoria di Maikol Giuseppe Russo, vittima innocente della camorra. Partners del Trianon Viviani, per questa iniziativa, l’Altra Napoli onlus e l’associazione dei commercianti A’Forcella.

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