Abbiamo incontrato Ciro Vitiello, erede della storica tradizione di ‘Nennella’, a pochi giorni dall’inaugurazione del nuovo locale in Piazza Carità.
“Io sono andato a scuola fino alla quinta elementare. Ho soltanto iniziato le scuole medie, ma poi ho cominciato a lavorare con mio padre e non le ho completate. Andavamo al mercato a comprare il pesce, le verdure o anche i latticini per l’attività di sempre che c’era ai Quartieri Spagnoli dal 1949 e che oggi abbiamo lasciato. Lì lavoravamo tutti, fratelli, papà e mamma. Oggi ho cinquant’anni e sono proprietario insieme a mio fratello Marianodi una splendida trattoria, con una storia che viene da lontano. La nonna infatti (Elisabetta Vitiello,, la mamma di mio padre, era piccolina di stazza, e tutti la chiamavano ‘nennella’. Poi questo nomignolo è stato per così dire ereditato, prima da mia madre, e oggi anche da mia cognata. Quindi possiamo dire che siamo alla terza generazione di ‘Nennella’”. (Ciro Vitiello)
Ciro, per cominciare dai una tua definizione di Napoli?
“Napoli è BELLISSIMA!! Grazie di esistere, a Napoli e ai napoletani veraci”.
Qual è il tuo primo ricordo della città, la prima immagine a cui la associ?
“Mi ricordo di piazza Municipio. Allora c’erano queste fontane bellissime con le vasche e l’acqua a cascata, che arrivavano fino al porto. Mi ricordo che giocavamo a pallone a piazza Plebiscito e nella Villa Comunale”.
Perché ami Napoli?
“Amo Napoli perché io sono dei Quartieri Spagnoli. Perché Napoli è bella e negli ultimi anni stiamo avendo un’evoluzione con il turismo che è fantastica. La città è cambiata tantissimo. I turisti camminano nei Quartieri con le loro valigie, con tranquillità, tutto è sereno, non si sente parlare di scippi. E poi amo Napoli perché è la mia città”.
E quand’è che invece ‘non’ la ami?
“Veramente, dico che non c’è niente di Napoli che proprio non mi piace. Se c’è qualche punto negativo, amo anche quello”.
Quale atteggiamento i napoletani dovrebbero modificare, perché danneggia la città?
“Ci sono delle persone che non si comportano bene. Ma noi abbiamo una città così bella, abbiamo il mare, i panorami, abbiamo gente che viene da tutto il mondo, allora ‘guardammece ‘inta all’uocchie e vulimmece cchiù bbene, nuje e ‘a citta nosta’”.
E quale cosa, in concreto, sarebbe invece da fare immediatamente per cambiare in meglio Napoli?
“Dobbiamo seguire i giovani un po’ di più. Leviamogli un po’ questi telefoni dalle mani e aiutiamoli a comportarsi un poco meglio. Meno vandalismo, meno bullismo, perché ci dobbiamo rispettare tutti per quello che siamo, anche tra chi è più forte e chi meno”.
Se tu fossi sindaco per un giorno, quale sarebbe il tuo primo provvedimento?
“Fare il sindaco è un lavoro difficilissimo. Quanto a me la prima cosa che farei sarebbe parlare con i cittadini. Un sindaco insieme alle persone può veramente risolvere i problemi concreti, quindi le deve ascoltare. Anche se Napoli è una metropoli, essere presente per un sindaco è importante, perché la città è la nostra. Se i napoletani tutti insieme si mettono in testa questo concetto, perfezioniamo la città al centodieci per cento”.
Vedi Napoli e poi: resti o parti…? Per quale ragione diresti a tutti di venire e restare, e per quale ragione invece diresti a qualcuno di andare via, perché Napoli non è il posto giusto?
“Vieni a Napoli perché c’è accoglienza, c’è il cuore. Perché noi napoletani ‘simme carnale’. Vieni a Napoli perché c’è Castel Sant’Elmo, perché vicino c’è Sorrento, per il clima e per mille altri motivi. Ma se decidi andare via, allora devi allontanarti dall’Italia e non certo solo da Napoli. L’Italia è un paese dove fare le cose è troppo complicato”.
Perché Napoli è oggetto di razzismo, e come possiamo affrontarlo?
“L’unica ragione per cui qualcuno non ci apprezza è un po’ la scarsa organizzazione. In questo dobbiamo migliorare ancora. Ma per quanto riguarda il razzismo, o i cori offensivi, si tratta solo di ignoranza. Bastano poche teste, poche famiglie, a rovinare le cose belle”.
Napoli è speciale? E se sì, perché?
“Sì, Napoli è speciale, perché i napoletani che qua vivono e lavorano sono gente ‘vera’ che ha un’anima grande”.
Napoli secondo te sarà mai completamente ‘libera’?
“Molti problemi di questa città già sono stati superati, soprattutto se facciamo un confronto con quando io ero bambino. Adesso dobbiamo imparare a gestire meglio il flusso turistico. Ma in generale penso che oramai è già quasi tutto a posto”.


