Isabella della Rovere e la Chiesa del Gesù Nuovo

La storia di Isabella della Rovere, fondatrice e maggiore finanziatrice della Chiesa del Gesù Nuovo, oltre che benefattrice della città.

Isabella della Rovere
Lo stemma Feltre della Rovere

Nata a Pesaro nel 1552, Isabella della Rovere è stata una principessa di Urbino, ma si trasferì  a Napoli dopo il matrimonio con Niccolò Bernardino Sanseverino, Principe di Bisignano, sposato quando aveva solo 11 anni.

Proprio a Napoli ebbe inizio la sua opera da benefattrice: nel 1597 offrì il palazzo della famiglia San Severino ai Gesuiti, da poco arrivati in città, affinché fondassero la chiesa che sarebbe poi diventata nota con il nome di Gesù Nuovo; nel 1598 offrì 90mila scudi alla Chiesa di San Vitale di Roma che, per suo volere, venne restaurata; vendette i suoi gioielli personali per fare donazioni, che furono più ingenti di qualsiasi Papa o Re.

Vita privata e filantropia

Il matrimonio che l’aveva condotta a Napoli non fu un’unione felice, ed infatti nel 1598 Isabella ottenne l’interdizione legale del marito che fu confinato a Gaeta. Il suo unico figlio, Francesco Teodoro, morì poco più che adolescente. Così, senza più un marito e senza figli da accudire, Isabella decise di dedicare tutta la sua vita alla cura della città di Napoli, occupandosi di finanziare ordini religiosi e chiese, ma anche di aiutare le donne in difficoltà.

Ogni anno spendeva ben 4mila ducati in beneficenza, assegnava doti a fanciulle bisognose, si prendeva cura delle donne pentite e donava alle chiese di Napoli ricami da lei lavorati.

Nel 1594 Isabella donò alla Chiesa del Gesù Nuovo il suo ‘oratorio domestico’, una raccolta rara, conosciuta in città e frequentemente visitata. Il suo desiderio era che la raccolta trovasse collocazione all’interno della chiesa ancora in costruzione: nel 1612 Isabella poté vederla esposta nella cappella alla sinistra dell’abside. Dal momento che le reliquie della chiesa erano insufficienti, fu lei stessa ad attivarsi per far giungere, direttamente dalle catacombe di Roma, una parte delle reliquie appena rinvenute.

Isabella della Rovere è stata non solo fondatrice della Chiesa del Gesù Nuovo, ma anche la sua maggiore finanziatrice. Si occupò, infatti, persino della scelta della musica da organo e del rivestimento in marmo.

Lungo tutta la sua vita s’ispirò alle matrone di epoca paleocristiana che contribuivano, con generose donazioni, alla fondazione delle chiese. In effetti il mecenatismo rappresentò, per le donne del tempo, forse l’unica possibilità per esprimere le proprie idee, per utilizzare le proprie ricchezze, per contribuire allo sviluppo della città e lasciare una traccia nella storia. Così, ancora oggi, il ricordo di Isabella della Rovere è impresso sugli stemmi della facciata della Chiesa del Gesù Nuovo e nell’iscrizione sulla porta maggiore.

La nostra rivista
La nostra
rivista
L’Espresso Napoletano diffonde quella Napoli ricca di storia, cultura, misteri, gioia e tradizione che rendono la città speciale e unico al mondo!

SCELTI PER TE