martedì, 14 Lug, 2020 Espresso napoletano

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La Barbera

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E’ uno dei rari vini declinati al femminile, sebbene rappresenti il simbolo della forza contadina e sia stato da sempre ritenuto adatto a palati robusti, da abbinare ad una cucina rustica. E’ certamente il più popolare dei vini piemontesi, oltre ad essere quello maggiormente prodotto. Grazie all’impegno dei moderni produttori, oggi la Barbera è stata ampiamente rivalutata, tanto da affiancare i più blasonati Barolo e Barbaresco, cioè le punte di diamante del vitigno Nebbiolo.

bicchiere con barbera

E’ presente con due Docg: la Barbera d’Asti, che conta tre sottozone – Astiano, Nizza e Tinella – e la Barbera del Monferrato Superiore. Ne esistono anche alcune denominazioni Doc, la più nota delle quali è la Barbera d’Alba.

La Barbera già nel 1798 entra nell’elenco dei vini piemontesi quando viene redatta la prima ampelografia, dove viene presentata come vitigno indigeno e coltivato da sempre. Ma la fortuna dei vini piemontesi si deve al conte di Cavour, che, sull’esempio francese, diede un impulso notevole alla viticoltura nostrana ed infatti la vera fama della Barbera si ha tra il 1800 e il 1900, quando viene celebrata da poeti come Carducci e Pascoli, senza dimenticare Pavese che la definì addirittura leggendaria, forse perché l’unico piemontese dei tre.

Camillo Benso Conte di Cavour

Durante la crisi causata dalla fillossera, la Barbera fu ben conosciuta in Francia come integrazione di uva da taglio. Questo vitigno predilige i terreni argillosi ma anche quelli sabbiosi e calcarei. Viene allevata esclusivamente in collina, non oltre i 650 m. di altitudine e preferibilmente col sistema Guyot.

La Barbera non è vino di bassa gradazione, partendo dai 12,5 gradi. Se quella d’Asti ha un gusto più pieno, quella del Monferrato è più vivace e frizzante ma acquista corpo col tempo. E’ un vino che può essere bevuto giovane, mantenendo una certa spigolosità, mentre invecchiato presenta tannini morbidi e diventa più raffinato, armonico e gradevole al gusto. Viene solitamente vinificata in purezza, anche se i disciplinari ammettono la presenza di un 15% di Freisa, Grignolino o Dolcetto.

pigna d'uva

Il colore è rosso rubino tendente al granato con l’invecchiamento; il profumo è intenso e caratteristico, un po’ etereo. Il sapore è asciutto e corposo. Servito ad una temperatura di almeno 16°, dopo un adeguato invecchiamento, è ideale nell’abbinamento con carni rosse, selvaggina e formaggi stagionati. La Barbera è straordinaria con i piatti tipici della cucina piemontese: bagna cauda, brasati, bollito.

Come curiosità, ricordo che in Campania esiste una versione di Barbera, quella del Beneventano, un vitigno del territorio di Castelvenere, che, inizialmente anonimo, fu confuso negli anni ’70 con la più famosa uva piemontese, con la quale ha in comune solo il nome.