‘La Città verticale’. Prosegue la riqualificazione di scale e salite panoramiche di Napoli, in un progetto da quasi 8 milioni di euro
Sono 7 milioni e ottocentomila euro quelli che la Giunta comunale ha destinato due anni fa alla riqualificazione di alcune delle più belle scalinate e salite di Napoli. I fondi utilizzati rientrano nel ‘Patto per Napoli’, e il progetto esecutivo è stato denominato ‘La Città verticale: riqualificazione dei percorsi pedonali tra la collina e il mare’. Oltre al ripristino delle scalinate si prevede che al termine dei lavori (che procedono a fasi per non interferire troppo con la viabilità ordinaria) questi percorsi vengano collegati con i parchi e le infrastrutture, anche per favorire lo svolgimento di eventi culturali e sociali negli spazi recuperati, lungo una sorta di green line cittadina.
Quali sono le scale e le salite inserite nel progetto di restauro

L’intervento previsto dal progetto riguarda sei diversi lotti: Scalinata monumentale di Montesanto, Scala Pedamentina, Salita del Petraio, Salita Moiariello, Calata San Francesco e Salita Cacciottoli. Proviamo quindi a descrivere brevemente alcune caratteristiche di questi percorsi (complessivamente in città ne esistono circa 200, tra scalinate e gradonate), che da secoli collegano le colline con il mare, ma anche i borghi contadini fuori dalle mura con il centro storico, rappresentando delle vere e proprie ‘funicolari pedonali’.
La Scalinata monumentale di Montesanto
Questa scalinata rivela a pieno questo ideale parallelismo fra gradini e rotaie, visto che i binari della funicolare omonima fiancheggiano materialmente i gradoni in pietra lavica e le due ripide rampe, nel tratto compreso fra Piazza Montesanto e la fermata di Corso Vittorio Emanuele. E mentre saliamo i gradini di questa vera opera d’arte, realizzata nel 1869 per volere di Gaetano Filangieri, Principe di Satriano, godiamo anche di una suggestiva vista del centro, a filo con i tetti della case.
La Pedamentina
Il suo nome vuol dire ‘ai piedi del monte’. Questa scalinata collegava anch’essa il Vomero direttamente con il centro antico, fino a quando a metà dell’Ottocento non è stata ‘spezzata’ per via dalla realizzazione del Corso Vittorio Emanuele. Inoltre, prima che fossero costruiti i gradini, si presentava come una salita, lungo la quale venivano trasportati i materiali per completare la Certosa di San Martino. I panorami e gli scorci che si ammirano percorrendo gli oltre 400 scalini sorprendono sempre, e spaziano dal Vesuvio a ‘spaccanapoli’, dal verde inatteso ai numerosi angoli ‘privati’.
Calata San Francesco
Già il nome della strada da cui parte questa ‘calata’, e cioè via Belvedere, anticipa in qualche modo l’esperienza che ci aspetta. Calata San Francesco infatti è una stradina che scende dalla collina al mare, dal Vomero alla Riviera di Chiaia, offrendo continuamente un panorama e una suggestione diversa. Il percorso inoltre, che spesso è fatto a gradini, cambia anche nome, diventando prima Salita Tasso e poi, quando oramai il mare è vicino, Via Arco Mirelli. La successione di curve, palazzi, luci e panorami, rendono questa passeggiata mai banale, e non solo per i turisti di passaggio, ma anche per chi può farla abitualmente.
Salita del Petraio
Rappresentano forse il tragitto più imprevisto, seguendo una direzione che collega Castel Sant’Elmo e Castel dell’Ovo. Si imboccano da via Caccavello, che si trova alle spalle della Stazione Morghen della Funicolare di Montesanto, e già soltanto percorrendone la parte iniziale, stretta, dritta e ripida, offrono una vista unica a picco su Pizzofalcone, che pian piano si apre anche su Capri e il Vesuvio. Il nome ‘petraio’ deriva dalle pietre che le piogge trascinavano e facevano depositare lungo il pendio. Scendendo si incontrano molte abitazioni e passaggi pittoreschi, che ricordano quelli delle isole del golfo. Si attraversa poi il panoramicissimo Largo del Petraio e si procede fino alla triforcazione, scegliendo se risalire via Palizzi o continuare verso il mare; a sinistra per Chiaia, a destra giungendo su via dei Mille.
Salita Cacciottoli

Prende il nome dalla nobile famiglia Cacciuttoli e si tratta di un percorso risalente al Seicento, fatto di gradini e scalinate che in circa mezz’ora di camminata collegano via Bonito, nella zona di San Martino, con Montesanto (nel suo tratto più basso il percorso coincide infatti con Salita Sant’Antonio ai Monti). Partendo dal Vomero si imbocca Vico Cacciottoli, si costeggia il parco del Gasometro, si raggiunge Piazza Leonardo e poi ci si ‘tuffa’ letteralmente al di sotto di via Girolamo Santacroce e del Corso Vittorio Emanuele fino all’Olivella. Si tratta di un tragitto straordinario, che però nella sua parte iniziale è stato reso discontinuo dalle costruzioni più moderne e che purtroppo, per alcuni suoi tratti, risulta oggi quasi impraticabile per l’incuria. Quindi una sua definitiva riqualificazione restituirebbe davvero un pezzo di città a napoletani e turisti.
Il Moiariello
E’ una salita che collega via Foria, dall’altezza della Caserma Garibaldi, con Capodimonte. Prende il suo nome da un’antica misura agraria, il ‘moio’. Si inizia il tragitto partendo da via Piazzi, e si incontra quasi subito una scalinata (resa famosa dal film di Vittorio De Sica ‘Ieri, oggi e domani‘). Proseguendo la salita si fa un’esperienza davvero suggestiva, fra le dimensioni abitative ed architettoniche più stratificate ed anche ‘tipiche’, senza dimenticare la vista, che offre una prospettiva della città davvero ampia e insolita, fra Vesuvio e collina del Vomero. In cima si incontra infine l’ottocentesco Palazzo Torre Palasciano, con la sua caratteristica torre merlata (bel visibile, in alto a sinistra, anche percorrendo la tangenziale in direzione Pozzuoli, prima di imboccare la galleria di Capodimonte), che ricalca il gusto di Palazzo Vecchio a Firenze.


