La Collegiata di San Michele a Solofra

Collegiata
Collegiata
Interno della Collegiata - foto di V.M. Miletti

Il contesto cittadino

La Collegiata di San Michele si trova a Solofra, in provincia di Avellino. Solofra è una cittadina da sempre favorita economicamente da attività imprenditoriali. Storicamente sede di concerie e di battiloro, ospitava bravissimi artigiani specializzati nella lavorazione dei metalli pregiati. Con l’ausilio di un particolare martelletto, erano in grado di ridurre oro e argento in lamine sottilissime che poi venivano utilizzate per rivestire stucchi e opere d’arte.

Situata in una conca dei Monti Picentini, sulla pianura di Montoro-Sanseverino, che collega i bacini dell’Irno e del Sarno, Solofra è stata certamente favorita nello sviluppo dell’economia anche dalla sua posizione. Grazie ai suoi commerci con Salerno, raggiunse grande prosperità e la comunità decise di sostituire la vecchia chiesa. Divenuta troppo piccola, si pensò di edificarne una più grande e ricca di opere d’arte.

La Collegiata di Solofra

La monumentale chiesa, dedicata a san Michele Arcangelo, sorse intorno alla prima metà del XVI secolo, anche se vi occorsero molti anni per portarla a compimento. La facciata è barocca, opera di Dionisio Lazzari, autorevole esponente del barocco napoletano, e ha un portale di pietra affiancato da due imponenti colonne. Sull’architrave c’è una nicchia dove è posizionata una statua di san Michele. Il portone principale, finemente intagliato, così come quelli dei due ingressi laterali, risale alla fine del Cinquecento e proviene dalla bottega di Antonio Sclavo, valente artista intagliatore napoletano.

La Collegiata di San Michele è a tre navate, a croce latina, con cappelle laterali. Il soffitto in legno a cassettoni è una meraviglia, con tele seicentesche dell’artista locale Giovanni Tommaso Guarini. Si tratta di ventuno dipinti, inseriti in cornici dorate, che raffigurano scene tratte dal Vecchio Testamento. Anche il transetto presenta un soffitto a cassettoni, dove vi sono altre ventuno tele, opere di Francesco Guarini, figlio ancor più famoso di Giovanni Tommaso.

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Soffitto a cassettoni della navata principale – foto di V.M. Miletti

Altre opere d’arte

Il presbiterio ha un altare settecentesco in marmi policromi, dietro al quale si ammira un coro ligneo sormontato da numerosi dipinti. Il più importante è una pala d’altare di Bernardo Lama che raffigura l’Incoronazione della Vergine e risale al 1594. Sul lato destro c’è un bellissimo organo barocco in legno ricoperto in oro, risalente alla fine del XVI secolo, ed opera anche questa del napoletano Antonio Sclavo. Notevole anche il pulpito, sempre opera di Sclavo, rivestito con foglia d’oro.

Tutti i lavori in oro presenti nella chiesa furono realizzati dalla bottega di Troiano Vigilante, un artista locale. Nella Collegiata sono presenti molte altre opere pittoriche, ma anche importanti statue dell’artista Giacomo Colombo. Di origini padovane, lavorò molto a Napoli, Capri, Roma, Lecce, Salerno, e anche a Solofra.

Infine, dalla parte posteriore della chiesa, mediante due scale contrapposte, si accede alla cripta. Questa contiene tracce del precedente edificio che risalgono al periodo del basso Medioevo (XI-XV secolo). Importante la Cappella Giaquinto, contenente un affresco che raffigura la Deposizione di Cristo. Lungo le scale si possono osservare dei cunicoli dove venivano collocate le ossa dei defunti. Inoltre, sembra che questi cunicoli, un tempo, arrivassero fino a Palazzo Orsini, attuale sede comunale, come via di fuga in caso di necessità.

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