giovedì, 12 Dic, 2019 Espresso napoletano

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La Compagnia Nest in scena al Teatro Diana con “Gli onesti della banda”

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Usciva nel 1956 quello che sarebbe diventato un classico della comicità italiana, “La banda degli onesti”, diretto da Camillo Mastrocinque, con protagonisti il grande Totò, Peppino De Filippo e Giacomo Furia. Oggi l’immortale sceneggiatura di Age&Scarpelli, attraverso la spericolata riscrittura di Giuseppe Miale di Mauro e Diego De Silva, diventa “Gli onesti della banda”, adattamento teatrale a cura della Compagnia Nest. Dopo il successo nel 2017, quando lo spettacolo fu presentato al Napoli Teatro Festival con un’insolita scenografia urbana nel cuore di San Giovanni (dove la compagnia opera nell’omonimo teatro), “Gli onesti della banda” andrà in scena sul palco del Teatro Diana dal 28 febbraio al 3 marzo 2019.

Gli onesti della banda - foto di scena

Protagonisti dello spettacolo sono Tonino (Adriano Pantaleo), un laureato in filosofia che, non trovando lavoro, decide di ereditare la portineria del defunto padre, e il suo migliore amico Peppino (Giuseppe Gaudino), che gestisce la tipografia di famiglia ed è perseguitato dai debiti contratti con Mimmuccio (Ernesto Mahieux, nell’iconico ruolo di un usuraio sui generis) in seguito all’acquisto di nuovi macchinari. A minare l’onestà dei due amici ci penserò Casoria (Francesco Di Leva), amministratore dello stabile in cui presta servizio Tonino: un uomo perennemente in bilico tra legalità e attività “diversamente lecite”. «Del film abbiamo preso il plot ma il testo è totalmente originale – racconta il regista e co-autore Giuseppe Miale di Mauro – I personaggi sono figli “artistici” dei protagonisti del film ma hanno una loro autonomia precisa. Seppur la prima parte dello spettacolo appare simile al plot della pellicola, nella seconda parte lo spettacolo prende una direzione propria che allontana totalmente il ricordo del film mantenendo però il sapore della commedia.» 

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Letterata per formazione. Giornalista per vocazione. Scrivo di teatro perché è magia e immaginazione, rimedio e cura. Perché quello che accade dietro il sipario mi sembra più vero di quello che c'è fuori.