La Giornata Mondiale del Teatro: dal 1962 un impegno per la cultura e per la pace

Giornata Mondiale del Teatro
Giornata Mondiale del Teatro

Possiamo far caso, a distanza di anni, alle date che segnano la storia della Giornata Mondiale del Teatro. Sforzando l’attenzione e la memoria, esse ci parranno straordinariamente simboliche di una costante ricerca di amicizia e rispetto globale tra tutti gli esseri umani.

L’Istituto Internazionale del Teatro, l’organo organizzatore della Giornata Mondiale del Teatro, nacque per volere dell’UNESCO nel 1948. In Italia entrava in vigore la Costituzione. L’Europa sfigurata piangeva milioni di morti. In tanti luoghi, come nella nostra Napoli, si soffriva la fame. Ma i padri delle Nazioni Unite ebbero un pensiero mirato e insistente per il teatro. E nel 1961, a Vienna, l’Istituto creò una giornata dedicata unicamente ad una delle espressioni artistiche più remote ed istintive della storia dell’uomo. Essa si celebrò per la prima volta il 27 Marzo del 1962. Quell’anno la storia stessa avrebbe potuto deflagrare, a causa della minaccia dei missili sovietici puntati su Cuba verso gli Stati Uniti. Ma dai palcoscenici del mondo si parlava un linguaggio di pace.

Il “messaggio internazionale”

Il teatro è, per essenza, incontro dal vivo, vicinanza corporea reale tra colui che agisce e colui che lo osserva. Forse è per questo che, senza alcun narcisismo, ogni anno l’universo vivo del teatro osa un “messaggio internazionale”. Parole che giungano alle orecchie del mondo. Proprio come nelle giornate internazionali per la pace. Il testo di tale messaggio è tradotto in diverse lingue, ed è poi letto dai palcoscenici del mondo intero prima della rappresentazione della sera. È evidente che il teatro legge se stesso come vissuto portatore di pace e di ascolto dell’altro. D’altronde ciò che accade sui palcoscenici è storia primigenia di ciò che siamo. E’ ciò che il nostro Eduardo definisce scegliendo parole tra le più profonde: “lo sforzo disperato che compie l’uomo nel tentativo di dare alla vita un qualsiasi significato è teatro”. Il teatro è esperienza di ognuno. È dunque, in embrione, pace. 

Le parole di quest’anno

Per l’edizione del 2022 l’autore del Messaggio internazionale è Peter Sellars, uno dei registi contemporanei più anticonformisti ed amanti della ricerca e della sperimentazione. Il suo “messaggio” è accorato e commovente, e prende le mosse dall’angoscia di questi tempi di pandemia da Covid e di guerra. Nelle nostre serate scandite dai dati dei telegiornali, nota Sellars, “come possiamo andare oltre l’illimitata ripetizione di numeri per provare la sacralità e l’infinitezza di una singola vita, di un singolo ecosistema, di un’amicizia […]?” E ancora “Dove sono le nostre cerimonie di commemorazione? Cos’abbiamo bisogno di ricordare? Quali sono i rituali che ci permettono di immaginare passi che non abbiamo mai eseguito prima?”. Sacralità, cerimonie, rituali. Sembra che il grande regista americano avverta fortissimo il senso “religioso” del teatro. Quello che, dopo tutto, apparteneva alle rappresentazioni del mito greco. Dobbiamo ricominciare a credere, forse. A ciò che accade su un palcoscenico.

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